Primo giorno 2G per bar e ristoranti

Il Quotidiano di lunedì 20.12.2021

Preoccupazione in palestre e ristoranti

Scattate in Svizzera le nuove restrizioni anti-Covid, gli esercenti temono un calo degli affari - Il reportage

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Proprio oggi (lunedì) sono entrate in vigore in Svizzera le nuove restrizioni anti-Covid, tra queste l'obbligo del "2G" nei ristoranti: per chi vuole consumare cibi e bevande all'interno è necessario essere guariti o vaccinati. Non è invece necessario - lo ricordiamo - il tampone in più. La RSI ha acceso le telecamere a Lugano. Qui la misura è stata accettata dai ristoratori, anche se c'è chi lamenta già un calo di clienti. "Sarà l'ennesimo colpo in testa. Un'ulteriore perdita. Già questo weekend abbiamo potuto vedere che la gente ha fatto un passo indietro" dice un ristoratore. "Per noi sta andando bene. Noi, lavorando all'esterno, non abbiamo difficoltà", replica un altro. "Non vediamo grosse differenze... la nostra clientela è vaccinata. Certo, qualcuno lo abbiamo perso" sottolinea un terzo.

E tra i clienti? Alcuni sono ben informati. Ma tanti non si vergognano ad ammettere che c'è anche un bel po' di incertezza e confusione. Una nota importante: in piazza a Lugano, nei pressi del villaggio del Natale, il 2G (dal tedesco "geimpft" o "genesen", vaccinati o guariti, ndr.) è un requisito obbligatorio anche per sedere all'esterno dei bar. Una misura decisa dal Municipio per scongiurare assembramenti.

Intanto pesa, in particolare, l'adozione del certificato 2G Plus (guariti, vaccinati e tampone in più) in alcune strutture, come allo Splash&Spa di Rivera. "È una misura che complica molto le cose. Sicuramente avremo un calo. Abbiamo già degli esempi: in Germania e in una struttura come la nostra in Svizzera tedesca... hanno tutti un calo del 60% delle entrate", dice Anna Cattaneo, direttrice dello Splash&Spa di Rivera.

E la sua preoccupazione la condividono anche i gestori di altre strutture visitate dalla RSI: il G-I'm Club a Lugano Besso e la Gothicsauna di Massagno, una struttura per soli uomini.

Le interviste

Al G-I'm Club, all'ingresso, chiedono di disinfettare le mani e di applicare anche i copriscarpe. Ambiente sanificato e una sala unica con moltissimi attrezzi ginnici. Simone Cafarella ha aperto pochi mesi prima dello scoppio della pandemia in Ticino. Le nuove misure non sono facili da accettare per lui. "A distanza di tre anni... vedermi ancora limitato nella mia attività... sono misure difficili da digerire. Anche perché, avendo appena aperto, essere chiuso, essere danneggiato a livello economico, essere solo in minima parte risarcito del danno economico subito, lascia un po' l'amaro in bocca".

Adesso lei impone ai suoi clienti il 2G o il 2G Plus?

"Attualmente il 2G. Il Plus diventa un'ulteriore limitazione alla frequentazione della palestra, perché costringere le persone a fare il tampone e a fare magari qualche ora di coda ogni volta che devono venire in palestra, vuol dire non farle venire in palestra".

Come vede il suo futuro con queste nuove misure?

"Il futuro è duro, nel senso che queste misure cadono ancora in alta stagione: si fanno sacrifici, si limitano le spese, si trovano soluzioni, si fanno pacchetti particolari, si lavora magari un po' di più con l'online... si cerca di trovare qualche soluzione".

Patrick Perret-Gentil è invece il titolare di una sauna per soli uomini, l'unica in Ticino. Caso vuole che proprio oggi cada il XXV anniversario della struttura. Patrick spiega che preferisce comunque che le misure vengano decise per tutta la Svizzera perché, dice, "Io sono da solo in Ticino e faccio riferimento alla nostra associazione; siamo una dozzina di locali. Se le norme cambiano per ogni cantone è molto difficile concordarsi".

Con il 2G Plus, quindi con un tampone negativo oltre al fatto di essere vaccinati e guariti, teme che possa esserci un calo della clientela?

"Sicuramente. Quello che succederà senz'altro è che avremo giovani che si sono appena fatti vaccinare con la seconda dose e avremo persone più anziane che avranno fatto la terza. Avremo un enorme buco tra la gente attiva, tra i 30 e i 50 anni, che è la maggioranza della nostra clientela".

 
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