Immagine d'archivio (©Tipress)

Quattro ragioni per dire "sì"

Il Comitato a favore della sperimentazione della riforma "La scuola che verrà" lancia la campagna in vista del voto del 23 settembre

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Sono quattro le ragioni per le quali l’associazione “Sì alla scuola di tutti” è convinta che occorra sostenere la sperimentazione della riforma “La scuola che verrà” in votazione il prossimo 23 settembre.

La prima è che “una bocciatura alle urne di questa sperimentazione metterebbe un veto su qualsiasi rinnovamento della didattica scolastica ancora per molti anni”. I risultati, precisa inoltre un comunicato stampa, “saranno valutati scientificamente”.La sperimentazione non è una riforma, sottolineano poi i fautori del “sì”. Il Parlamento non ha infatti accettato una riforma generalizzata, ma ha approvato la sperimentazione di due varianti per tre anni.

Non cambieranno, sottolinea infine il comunicato, i piani di studio, i programmi e le ore lezioni complessive. Resteranno pure invariati gli accessi alle formazioni scolastiche e professionali post-obbligatorie. Quello che cambia “è il potenziamento e allargamento delle ore di laboratorio e atelier a nuove materie e l’introduzione di una valutazione finale al termine della 4° media che includa sia le note sia un quadro descrittivo”.

SP

I favorevoli alla "Scuola che verrà"

I favorevoli alla "Scuola che verrà"

Il Quotidiano di lunedì 20.08.2018

Condividi