Dopo la manifestazione contro la presenza del presidente Trump al Forum economico mondiale di Davos (WEF) lo scorso lunedì a Zurigo, anche a Lugano si è tenuto, nella serata di giovedì, un presidio anti-WEF. Un centinaio di persone hanno partecipato al sit-in non autorizzato, che si è radunato alle 18.00 a Piazza Dante e poi ha proseguito fino a piazza Molino Nuovo.
Al corteo sono state sventolate numerose bandiere palestinesi, così come striscioni “Palestina libera” o “Defend Rojava”.
Le foto del presidio contro il WEF
Nel comunicato pubblicato da SOA il Molino si legge: “In un momento storico come quello che stiamo vivendo e proprio mentre in questi giorni, al WEF di Davos, passeggiano indisturbate le peggiori specie di un’umanità allo scatafascio”. L’invito è stato quello di manifestare contro quello che sarebbe diventato un simbolo capitalista.
I punti chiave del comunicato
Il comunicato si apre con un’introduzione sul contesto internazionale, citando “un momento storico come quello che stiamo vivendo” e la presenza delle élite al WEF di Davos.
Il testo parla anche di un “mondo in grado di contenere molti mondi” e di lotte internazionaliste, transfemministe, antifasciste e anticoloniali. Ampio spazio è dedicato alla denuncia della repressione e al rischio di “criminalizzare l’antifascismo”, descritto come un tentativo di ribaltamento simbolico dei valori democratici.
Viene ribadita la solidarietà ai popoli in lotta, “dalla lotta del popolo palestinese a quella delle comunità curde”, e ricordato un militante curdo recentemente scomparso. Il comunicato include anche inviti espliciti alla mobilitazione pubblica.
La parte finale, la più lunga, presenta l’elenco delle realtà sostenute economicamente (i 35mila granelli di sabbia), suddivise per Paese, sottolineando che “la solidarietà è la nostra arma”.

Il "consiglio di pace" di Trump
Telegiornale 22.01.2026, 20:00






















