Reclute ticinesi nel mirino

Tre giovani italofoni vittime dei superiori e dei commilitoni svizzero-tedeschi. Uno è stato bersagliato con sassi e noci. Avviata indagine

Un video virale tra i militi di una compagnia della scuola reclute DCA dislocata in questi giorni a S-Chanf ha portato alla luce un episodio di nonnismo ai danni di una recluta ticinese.

Il filmato mostrato al Quotidiano dal padre della vittima è stato girato a Emmen, nel canton Lucerna, il 14 settembre scorso e documenta un improvvisato plotone d’esecuzione che, al comando di un sotto-ufficiale, con una gragnola di noci e sassi si accanisce su un giovane milite. La vittima – temendo ripercussioni da parte dei suoi superiori – aveva preferito non denunciare quanto accaduto, ma il video è divenuto virale all'interno della compagnia ed ha spinto il giudice istruttore di Thusis a condurre un’istruttoria preliminare.

Il giovane è stato interrogato lunedì e stando alla testimonianza del padre durante la scuola reclute avrebbe subito più di una vessazione da parte dei superiori e dei militi svizzero-tedeschi. Pare infatti che quanto viene mostrato nel video sia soltanto il più grave dei soprusi subiti dalle tre reclute ticinesi che seguono la scuola Formazione d'addestramento della difesa contraerea 33.

Il portavoce della giustizia militare a Berna si è limitato a confermare l’apertura dell’istruttoria preliminare dichiarando che una decisione di merito dovrebbe avvenire nelle prossime settimane.

(m.h.)
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