Sacco, il cantone richiama i comuni

Il DT stigmatizza il fatto che in alcuni casi la tassa base non sia stata adeguata alla nuova "modalità di prelievo", aumentando i costi per i cittadini

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Il Dipartimento del territorio ticinese stila lunedì in un comunicato un primo bilancio della tassa sul sacco entrata in vigore dal 1° gennaio scorso in tutti i comuni del cantone e stigmatizza a chiare lettere il fatto che "alcuni comuni abbiano mantenuto invariata (sono 6 ndr), o abbiano persino aumentato la tassa base (altri 7), provocando di conseguenza ai cittadini un aumento dei costi legati allo smaltimento dei rifiuti".

CSI 18.00 del 27.01.2020 Il servizio di Luigi Frasa
CSI 18.00 del 27.01.2020 Il servizio di Luigi Frasa
 

Questo orientamento disattende “le indicazioni del Consiglio di Stato e del Gran Consiglio". La tassa base doveva essere infatti “adeguata al ribasso in modo da evitare al cittadino un rincaro del costo” del servizio. I comuni "che non hanno operato in questo senso sono attualmente oggetto di verifiche contabili e amministrative da parte dei servizi cantonali preposti".

Notiziario 17.00 del 27.01.2019 Le spiegazioni di Giovanni Bernasconi, caposezione protezione aria, acqua e suolo
Notiziario 17.00 del 27.01.2019 Le spiegazioni di Giovanni Bernasconi, caposezione protezione aria, acqua e suolo

La nuova norma, ricorda Giovanni Bernasconi, caposezione protezione aria, acqua e suolo del Canton Ticino, implicava una copertura del 100% dei costi di smaltimento. Potrebbe quindi anche trattarsi di importi vecchi, non adeguati da tempo e che non bastavano a tenere in pareggio i conti.

Tassa su sacco, c'è chi paga troppo

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Il Quotidiano di lunedì 27.01.2020

 
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