Salario minimo, Verdi insoddisfatti

L'Assemblea del movimento ecologista ticinese ha dato mandato al gruppo parlamentare di “provare a migliorare quello che c’è sul tavolo”

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Il tema del salario minimo, che è frutto di un’iniziativa degli ecologisti, è stato sollevato subito da una mozione d’ordine di Michela Delcò Petralli all'assemblea dei Verdi del Ticino tenutasi sabato a Giubiasco.

Sono state espresse perplessità sul compromesso raggiunto dalla Commissione della gestione, al quale ha aderito anche il gruppo parlamentare dei Verdi. Nessuno, nemmeno Samantha Bourgoin che ha firmato il rapporto è soddisfatto degli importi proposti.

"E’ vero che sono troppo bassi" – dichiara alla RSI la coordinatrice dei Verdi Samantha Bourgoin – "sono però i migliori che possono scaturire in una commissione in cui noi siamo presenti con un solo deputato su 17 e voteremo in un Parlamento in cui siamo 6 su 90".

I toni sono stati pacati e l’Assemblea ha dato mandato al gruppo parlamentare di “provare a migliorare quello che c’è sul tavolo in Gran consiglio se non già in gestione”. È un primo passo ha detto anche la neoeletta consigliera nazionale Greta Gysin, prima firmataria dell’iniziativa. “Uno degli elementi che andrebbe cambiato nelle leggi è che i cantoni dovrebbero stabilire dei salari minimi che siano anche di tipo economico e non solo sociale. – ha detto alla RSI - Per poterci arrivare vanno modificate le leggi federali. Sicuramente porterò il tema del salario minimo al nazionale”.

 
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