L'istituto Fogazzaro finito sotto i riflettori della stampa (©Ti-Press)

Scuole cattoliche scontente

La modifica della legge proposta dal Governo ticinese, all'indomani del caso Fogazzaro, solleva dubbi e malumori

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Gli istituti dell’Associazione scuole private d’ispirazione cattolica non vedono di buon occhio la modifica della legge sulla scuola, al vaglio del Gran Consiglio dallo scorso febbraio. E in un incontro con la commissione formazione e cultura avvenuto lunedì, hanno colto l’occasione per esprimere le proprie perplessità in seguito al giro di vite deciso dal Governo, all’indomani del caso Fogazzaro. Scandalo quest'ultimo, portato alla luce da un’inchiesta di Falò che descriveva il presunto conseguimento facilitato di diplomi a Napoli.

Per evitare il ripetersi di situazioni simili, il Consiglio di Stato ha voluto dotarsi di nuovi strumenti, soprattutto attraverso una revisione dell’attuale legge. Tra le principali novità figura il principio di non concedere autorizzazioni ad esercitare a tutte quelle realtà che propongono esami all’estero secondo norme estere.

Tutti gli istituti privati dovranno dimostrare, ogni quattro anni, di essere in regola in ambito sia pedagogico, sia finanziario. Secondo l’associazione si tratta di un’ingerenza, oltre che di burocrazia che crea spese evitabili.

L'inchiesta di Falò

CSI/Gis
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