Un'esperienza che va avanti da una ventina di anni ma che dovrà in futuro lasciare l'ex Macello
Un'esperienza che va avanti da una ventina di anni ma che dovrà in futuro lasciare l'ex Macello (tipress)

Sul Molino "un valzer di bugie"

Gli autogestiti replicano alla zona rossa imposta a Lugano al loro corteo di sabato - A Modem si è parlato del futuro dell'autogestione

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"Una risata li seppellirà": il collettivo autogestito del Molino replica così alla decisione del Municipio di Lugano di imporre una zona rossa comprendente praticamente tutto il centro città e all'interno della quale non potrà sfilare il corteo indetto dagli autonomi per sabato pomeriggio.

Zona rossa per gli autogestiti

Zona rossa per gli autogestiti

Il Quotidiano di giovedì 12.09.2019

 

Le aree vietate riportano alla memoria i fatti di Genova, Davos e Praga agli inizii degli anni 2000, critica il CSOA, e quello delle autorità è un "valzer di bugie e luoghi comuni": non reggerebbe, infatti, la giustificazione di voler garantire lo svolgimento in città in particolare della Corsa della speranza. Gli organizzatori della manifestazione che partirà alle 13.30 dal Cinestar per concludersi in Piazza Molino Nuovo, infatti, avevano detto sin dall'inizio di voler sfilare per rivendicare l'esistenza di pratiche autogestite, in previsione dello sfratto dall'ex Macello che non intendono lasciare, e di intendere attraversare i quartieri della "grande Lugano trasformati in luoghi securizzati ed elitari". Questo però senza interferire con gli altri eventi in programma nel weekend.

Modem del 13.09.2019
Modem del 13.09.2019
 

Del tema si è discusso anche nella trasmissione Modem di venerdì mattina su Rete Uno, alla quale i "molinari" non hanno voluto prendere parte. "Spero vivamente che sarà una manifestazione pacifica, ne sono anche abbastanza certo", ha spiegato il municipale Michele Bertini. Tuttavia, "le autorità hanno cercato il contatto con gli organizzatori e questi tentativi non sono stati raccolti", ha raccontato, e per questo il Municipio ha deciso di "tutelare una parte di città".

Il futuro dell'autogestione

Un'occasione anche per discutere del futuro dell'autogestione a Lugano: il sedime dell'ex Macello è molto prezioso e vicino al centro, Municipio e Consiglio comunale hanno deciso di intervenire con "un progetto di riqualifica conservativo e non speculativo perché si tratta di un bene protetto" per "donare ai cittadini uno spazio nuovo", ha dichiarato Bertini. "Constato che non c'è volontà di accettare e riconoscere l'autogestione", ha replicato Bruno Brughera, portavoce dell'Aida, associazione costituitasi nel 2018 per difendere un'esperienza che a Lugano resiste da oltre 20 anni. Sul tema, ha denunciato Brughera, si continua a fare disinformazione, parlando di "persone nullafacenti e problemi di ordine pubblico" senza riconoscere "il valore socioculturale dell'autogestione". Dopo l'Ex Macello quindi? Bertini ha evidenziato "la difficoltà a dialogare con gli autogestiti per discutere di un'eventuale soluzione alternativa". Eventuale perché "nessuno ha un diritto divino acquisito a occupare degli spazi pubblici". Il Municipio "a determinate condizioni è disposto a concederne come fa per tutte le associazioni meritevoli di Lugano, ma la parità di trattamento deve valere per tutti e le esperienze pregresse, per quanto di valore, non possono tenere in scacco la città riguardo a un terreno prezioso come quello dell'ex Macello".

Modem/pon
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