Ticinesi senza un tetto

E' un'emergenza sociale presente anche nel cantone. La testimonianza di Milva, una 25enne che improvvisamente si è ritrovata a terra

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I senza tetto? Un'emergenza sociale presente anche in Ticino. I dati di queste settimane indicano che sono 50 le persone, per l'80% ticinesi o residenti (e tra questi sono sempre di più i giovani), che hanno chiesto aiuto. In un anno in Ticino mediamente sono 120.

La pandemia ha colpito duro i più poveri. E le cifre oggi sono preoccupanti, anche perché i letti a disposizione nei due centri ticinesi di prima accoglienza (Casa Astra a Mendrisio e Casa Martini a Locarno) sono solo 43 e la soluzione di far alloggiare i senza fissa dimora nelle camere d'albergo - dunque senza sorveglianza e senza il sostegno morale ed i consigli pratici degli operatori del settore per iniziare a muoversi nella complicata burocrazia degli aiuti sociali - non convince gli operatori del settore.

Il Cantone, per combattere la precarietà, ha stanziato 900'000 franchi. Anche grazie a questi aiuti altri due centri sono in costruzione e dovrebbero aprire i battenti nel 2023: Casa Marta a Bellinzona ed il Centro Bethlehem a Lugano.

Approfondimento sui senza tetto

Approfondimento sui senza tetto

Il Quotidiano di mercoledì 08.12.2021

"E' importante parlarne. E non bisogna avere paura a chiedere aiuto. Perché può capitare a chiunque di trovarsi in questa situazione. Può capitare anche te!", ci dice Milva (nome di fantasia, ndr.), una giovane ticinese di 25 anni, che improvvisamente si è ritrovata a terra, senza sapere come rialzarsi.

"La situazione di queste persone è drammatica: non hanno un posto dove andare a dormire. Perché cercano questo: un letto caldo, dei pasti, potersi fare la doccia", sostiene Renato Minoli della Fondazione Casa Marta di Bellinzona.

"L'emergenza c'è da tempo - afferma senza troppi giri di parole il direttore della Fondazione Francesco, Fra Martino Dotta, che sta portando avanti il progetto del Centro Bethlehem alla Masseria di Lugano - e forse ora siamo anche pronti a riconoscerla, sia come società che come classe politica".

Patrizia Peter / Joe Pieracci
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