Pochi problemi sabato a Lugano (Ti-Press)

Tra fumogeni e rivendicazioni

Corteo degli autogestiti a Lugano senza particolari problemi. Fischi e insulti alla polizia e sotto la sede della Lega dei Ticinesi

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Un corteo senza grossi problemi o incidenti: nonostante i timori della vigilia la manifestazione “Riprendiamoci le città – Il Molino non si tocca” indetta dal CSOA il Molino sabato pomeriggio a Lugano, che ha raccolto oltre 500 persone, non ha infatti provocato scontri, incidenti o danneggiamenti di rilievo. L’apice della sfilata è stato raggiunto poco prima dell’arrivo in Piazza Molino Nuovo, quando sotto la sede della Lega dei Ticinesi sono stati accesi fumogeni e rivolti insulti al movimento politico e alle forze di polizia.

Il corteo rischiava di entrare in collisione con altre manifestazioni programmate da tempo in città e per questo il Municipio ha definito una zona rossa recepita dai manifestanti come una provocazione. Manifestanti che in realtà sono restati fuori dai limiti partendo dall'ex termica, ora Cinestar, luogo simbolo delle rivendicazioni giovanili dello scorso secolo.

 

Il corteo si è poi diretto dapprima verso le case popolari di Pregassona, per poi riattraversare il Cassarate e, dopo la sosta in Via Monte Boglia, dirigersi verso l’ex Macello e infine in Piazza Molino Nuovo dove il raduno prosegue per tutta la serata.

CSI 18.00 del 14.09.19 - L'intervista a Giorgio Giudici
CSI 18.00 del 14.09.19 - L'intervista a Giorgio Giudici
 

Giudici: “No alla linea dura”

Giorgio Giudici, storico ex sindaco luganese, ha vissuto gli anni infuocati di inizio millennio, così come le occupazioni precedenti. E se inizialmente era stato molto duro con gli autonomi, aveva poi aperto le porte della città all’autogestione con la soluzione ex Macello. Memore di quell’esperienza, e interrogato sulla situazione di tensione odierna, Giudici consiglia quindi prudenza: “Bisognerebbe evitare azioni, così come affermazioni, clamorose – spiega ai microfoni della RSI – occorre invece cercare e trovare, anche considerando la crescita territoriale della città, una soluzione che possa essere condivisa. Una volta trovata si potrà iniziare seriamente con la progettazione dell’ex Macello, altrimenti si riproporrà con buone probabilità quel che abbiamo vissuto noi, e penso che non servirebbe assolutamente a nessuno”.

CSI 18.00 del 14.09.19.MP3 - L'intervista a Marco Borradori
CSI 18.00 del 14.09.19.MP3 - L'intervista a Marco Borradori
 

Borradori: “Lavoriamo per una soluzione”

Da parte sua l’attuale sindaco della città sul Ceresio ha ribadito che il “gruppo di lavoro incaricato di trovare soluzioni alternative, nonostante il momento di difficoltà, sta proseguendo la propria ricerca e prossimamente ci sottoporranno delle proposte concrete con dei comparti territoriali che possono entrare in considerazione.” Ma anche a questo punto secondo Borradori si pone un altro problema: “Per poter condividere ubicazioni alternative dovremmo poter parlare con il collettivo… e questo penso sia l’elemento cardine”.

In merito alle maggiori possibilità territoriali date dall’allargamento del territorio cittadino dopo la fusione, il sindaco conferma che potrebbe essere più facile trovare un luogo adatto. “Da parte del Municipio c’è l’intenzione seria di trovare soluzioni alternative. Ci vorrà forse del tempo, ma lo abbiamo se consideriamo che i molinari non dovranno uscire dall’oggi al domani, anzi si parla di minimo 3-4 anni.”

Nessun luogo specifico, per ora, è stato però individuato ha concluso Borradori.

L'autogestione torna in piazza

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Borradori invita al dialogo gli autogestiti

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CSI/dielle
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