Trent’anni di politica col sorriso

Il sindaco di Lugano, Marco Borradori, è morto a 62 anni per un arresto cardiaco – La Lega dei ticinesi perde, con lui, l’uomo del dialogo e della pacatezza

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Marco Borradori è morto in seguito all’arresto cardiaco di cui è stato vittima martedì a fine mattinata mentre si allenava a Vezia per la maratona di New York. Le condizioni del sindaco 62enne erano subito apparse critiche e al Cardiocentro era tenuto in vita da una macchina.

 

Borradori, classe 1959, avvocato nello studio di papà Elio, diventa persona nota in Ticino quando accetta di entrare a far parte, da subito, del movimento della Lega dei Ticinesi in un momento in cui erano ancora in pochi a credere che la Lega si sarebbe affermata come una realtà importante del Ticino politico.

Amava il contatto con la gente
Amava il contatto con la gente (tipress)

È così che l’avv. Marco Borradori inizia la sua carriera politica che, nel 1991, lo porta ad essere eletto, con Flavio Maspoli, in Consiglio Nazionale. L’anno successivo entra in Municipio a Lugano dove torna, nell'aprile 2013, in qualità di sindaco dopo aver condotto per 18 anni, come consigliere di Stato (il primo della Lega dei ticinesi), il Dipartimento del territorio. Smaltimento rifiuti, A2-A13, Alptransit, aeroporti di Lugano-Agno e Magadino, alcuni dei dossier da lui trattati. Sorridendo, in una recente intervista, ebbe a dire: “Certo, mi piacerebbe essere ricordato per realizzazioni culturali, ma penso che aver risolto la questione rifiuti in Ticino sia stato il mio più importante intervento in favore del Paese”.

La sera del macello, allo sgombero dell'ex Vanoni
La sera del macello, allo sgombero dell'ex Vanoni (tipress)

Presidente a più riprese della Regio Insubrica e da sempre considerato la "faccia presentabile" della Lega, rieletto lo scorso aprile con 12'942 voti, in questi ultimi mesi era stato oggetto di critiche in merito alla gestione di sgombero e demolizione di parte dell’ex macello (sede da 20 anni dei Molinari), nonché per il concorso che avrebbe dovuto rilanciare l’attività dell’aeroporto di Lugano-Agno. La sua ultima battaglia, nella quale stava mettendo parecchie energie, è stata quella per dotare Lugano di un nuovo stadio a Cornaredo. 

Gentile, disponibile, autoironico, amava la sua città, amava viaggiare, leggere e vivere. "La Lega – ci disse in un’intervista del 2015 - deve a me non più di quanto io debba alla Lega. Il grande merito che riconosco a Giuliano Bignasca? Quello di avermi lasciato libero di fare politica a modo mio".

 
m.c.
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