Circa 150 persone si sono radunate sabato pomeriggio davanti al Municipio di Lugano per una manifestazione antifascista, sfidando il divieto preventivo delle autorità comunali. La manifestazione odierna, lo ricordiamo, era stata organizzata in risposta a quella di estrema destra promossa dal Fronte Nazionale Elvetico. Quest’ultima non era stata autorizzata dal Comune “sulla base di una valutazione dei profili di rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica”.
Nonostante l’esecutivo avesse dichiarato nei giorni scorsi che il raduno antifascista non sarebbe stato “tollerato”, i manifestanti hanno comunque deciso di scendere in piazza. Così sabato si sono dati appuntamento in Piazza Manzoni nel primo pomeriggio.
Al loro arrivo hanno trovato ad attenderli gli agenti della polizia, che hanno intimato alla folla di lasciare l’area. L’invito è rimasto inascoltato e il presidio si è comunque svolto, rappresentando una replica dell’iniziativa già tenutasi lo scorso novembre. “Non c’è bisogno di autorizzazione per dire: “Mai più campi di concentramento, mai più razzismo”, ha detto il parlamentare dell’MPS Matteo Pronzini, aprendo l’evento.
In un comunicato diffuso martedì, il Municipio aveva chiarito la propria posizione: “Non essendo pervenuta alcuna domanda formale, il Municipio constata l’assenza delle condizioni per autorizzare l’utilizzo accresciuto dello spazio pubblico e dichiara che lo svolgimento dell’iniziativa nelle modalità annunciate non sarà tollerato”.
Gli agenti in piazza sabato, in tenuta anti-sommossa hanno intimato ai presenti di “disperdersi e abbandonare il luogo”. “Ogni tentativo di movimento sarà interrotto. Questa intimazione è una decisione dell’autorità ai sensi dell’articolo 292 del Codice penale svizzero. Alla scadenza di dieci minuti procederemo con mezzi coercitivi quali gas lacrimogeno e proiettili di gomma. Coloro che non vogliono essere coinvolti nell’intervento sono invitati ad abbandonare il luogo”. Scaduto l’ultimatum, la polizia non ha comunque proceduto alla dispersione del presidio, che si è concluso intorno alle 16.30. L’evento si è svolto senza particolari disordini.
Un gruppo di estremisti di destra si è radunato a Cornaredo
Nel frattempo, un piccolo gruppo di estremisti di destra si è ritrovato a Lugano, in zona Cornaredo, per ricordare (al grido di “camerata presente” e con tanto di braccio destro alzato e teso) Quentin Deranque, il giovane militante francese dell’ultradestra identitaria ucciso a mani nude a Lione, in uno scontro tra militanti di estrema sinistra e di estrema destra.
Un piccolo raduno di estremisti di destra a Cornaredo
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Lugano: manifestazione di estrema destra non autorizzata
SEIDISERA 12.02.2026, 18:00
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