Un ghiaccio nero e pericoloso

Diversi incidenti si sono verificati in Alta Engadina, dove la coltre sui laghi non ha raggiunto ovunque la stabilità auspicata

È uno spettacolo naturale straordinario quello che si presenta in questi giorni in Alta Engadina, dove l’assenza di vento e di precipitazioni hanno favorito la formazione del ghiaccio nero sui laghi. Un ghiaccio perfettamente liscio che attira migliaia di turisti e curiosi ma che non è privo di rischi. Malgrado gli avvertimenti -negli ultimi giorni- ci sono stati infatti alcuni incidenti, poiché non ovunque la coltre ha raggiunto la stabilità auspicata.

“Abbiamo soccorso più di dieci persone che stavano sprofondando nel lago. Siamo riusciti a salvare tutti e per miracolo non ci sono state vittime”, spiega dalla riva del lago di Sils Cristiano Luminati, presidente della commissione dei laghi d’Engadina.

La colpa di questo mancato consolidamento è delle temperature anomale, conferma il meteorologo di SRF Jürg Ackermann: "Negli ultimi tempi, le temperature sono scese anche a meno 22 gradi di notte, ma di giorno il sole ha riportato il termometro sopra lo zero. Questo non permette al ghiaccio di cristallizzarsi in maniera compatta. Anche lì dove la coltre è abbastanza spessa bisogna quindi fare attenzione, basta infatti un'infiltrazione d'aria per renderlo fragile"   

Complici dell’affollamento sulle rive sono anche i social media: in questi giorni, le immagini del lago ghiacciato fanno infatti il giro del mondo senza però parlare dei rischi. Sulle rive, tuttavia, sono stati posti dei cartelli e le autorità escludono qualsiasi responsabilità in caso di incidente.

"I comuni sono responsabili solo nel caso di una manifestazione, come la maratona o le corse dei cavalli ma – conclude Cristiano Luminati – camminare liberamente sul lago ghiacciato è come fare un'escursione: ognuno è responsabile per se stesso".

TG-DP/ludoC
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