Una certa idea di giustizia

Dick Marty ha presentato al LAC la sua autobiografia: un concentrato di inchieste, incontri memorabili, lotta alla criminalità e diritti umani

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Dal più grande sequestro di eroina mai realizzato in Svizzera alle prigioni segrete della CIA, dal traffico d’organi in Kossovo alle violazioni dei diritti umani in Cecenia. Questi sono soli alcuni dei fronti sui quali si è svolta negli anni la battaglia giudiziaria di Dick Marty. Una guerra condotta senza far concessioni, raccontata in un libro che formula una riflessione critica sulla nozione di giustizia e su tempi politici controversi: "Una certa idea di giustizia".

"Quando parlo di giustizia non mi riferisco solo a quella istituzionale, ma anche a quel sentimento di equità che dovrebbe esistere ovunque… oggi mi accorgo che su questo fronte c’è ancora molta strada da fare...", ha raccontato l'ex procuratore e già consigliere di Stato ticinese ai microfoni della RSI.

La pubblicazione in italiano, presentata martedì al LAC, è stata l'occasione per ricordare alcune delle sue battaglie più importanti: "Tra le inchieste condotte, quella sulle prigioni della CIA è stata molto probabilmente la più difficile, visto che inizialmente appariva impossibile. Ricordo ancora alcuni titoli in merito: 'tutti contro Marty'. Ma anche quella sul traffico d’organi nei Balcani mi ha impegnato e segnato molto...". Un'idea di giustizia, la sua, tradita e calpestata spesso proprio dalle democrazie occidentali, come lui stesso confessa davanti alla telecamera.

TG/bin

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