Olha Shymko è stata una delle prime persone con permesso S a trovare un'attività professionale in Svizzera (Keystone)

Un'azienda su dieci ha assunto rifugiati ucraini

È quanto emerge da uno studio dell'Unione svizzera degli imprenditori - Le ditte chiedono a Confederazione e Cantoni più impegno nell'organizzazione di corsi di lingua

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Il 56% delle aziende elvetiche è interessato ad assumere rifugiati ucraini. E quasi una su dieci conta tra i suoi impiegati persone con lo statuto di protezione S. È quanto emerge da uno studio commissionato dall'Unione svizzera degli imprenditori per fare il punto della situazione.

L'analisi ha anche rivelato le motivazioni che hanno spunto alle assunzioni. In primis: la solidarietà nei confronti di chi è dovuto fuggire dalla guerra. Per un terzo delle ditte interpellate, un ruolo centrale lo hanno inoltre avuto sia le qualificazioni dei rifugiati sia la mancanza di manodopera.

Spicca tuttavia la mancanza di competenze linguistiche, soprattutto in settori come quello della ristorazione, che di fatto - lo si legge nello studio - è quello con il maggior potenziale d'impiego. Il 60% delle aziende intervistate chiede pertanto a Confederazione e Cantoni più impegno nell'organizzazione di corsi di lingua.

Una piattaforma online

E come si sta lavorando sul campo? "Due settimane dopo l'inizio della crisi, abbiamo avviato una piattaforma internazionale che fornisce abbinamenti automatici tra candidati ucraini e aziende" spiega Annalisa Job, responsabile per la comunicazione di Adecco, il gigante del lavoro interinale.

Non è noto quante persone abbiano trovato un impiego utilizzando tale strumento. Ma sono oltre mille gli utenti iscritti e più di cento le aziende. Aziende che cercano personale in diversi settori. È comunque importante - lo sottolinea anche Job - la conoscenza della lingua del cantone in cui si intende trovare un impiego, "in particolare quando è previsto un contatto col cliente".

SEIDISERA-Ferrari/Pa.St.
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