(keystone)

Vaccini ai bimbi? I dati non tornano

Per l'UFSP in Ticino sarebbero stati vaccinati 18 bambini, ma le somministrazioni sono vietate agli under 16 - Bellinzona smentisce, Berna: "Probabile errore di trasmissione dei dati"

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Qualcosa nei dati relativi alle vaccinazioni trasmessi da Berna e dal Ticino non torna. L'Ufficio federale della sanità pubblica (UFSP) riferisce infatti di 18 bambini vaccinati - da gennaio a inizio maggio - tra 0 e 9 anni. Una notizia che però non trova riscontro sul sito delle autorità ticinesi, in cui per la stessa fascia di età figura un chiaro zero. E così dovrebbe essere, considerando che i ragazzi in Svizzera possono essere vaccinati solo dai 16 anni in su.

Un'incongruenza che non riguarda solo il Ticino: il sito dell'UFSP, infatti, fa stato di vaccinazioni effettuate nella fascia 0-9 anni anche in altri cantoni, sebbene la somministrazione sui bambini non sia autorizzata. Interpellato dalla RSI, l'Ufficio federale di sanità pubblica parla di un generico errore nella trasmissione delle informazioni: "La somministrazione ai bambini di entrambi i vaccini Pfizer e Moderna in Svizzera non è ancora permessa. L'UFSP riceve i dati dai cantoni probabilmente si tratta dunque di un errore nella trasmissione dei dati. La cosa migliore è di rivolgere la domanda direttamente al canton Ticino".

Le autorità cantonali negano che quei dati possano corrispondere alla realtà e parlano di "inghippo" nei sistemi automatici di registrazione. "I due vaccini attualmente utilizzati in Svizzera non sono omologati per i bambini e il canton Ticino si attiene a queste raccomandazioni. Seppure le modalità di vaccinazione siano capillari sul territorio, non ci risultano deroghe a queste indicazioni", afferma il Dipartimento della sanità e socialità.

"Il dato statistico riportato sul portale dell’UFSP riprende automaticamente i dati immessi nel sistema di registrazione delle vaccinazioni ed è quindi molto probabile che si tratti solo di errori di immissione, come del resto indica l’Ufficio federale. Si tratta peraltro di una ventina di casi su oltre 90'000 persone che hanno ricevuto almeno una dose. Visto il termine molto ristretto non ci è possibile risalire oltre all’inghippo statistico", conclude il DSS in una presa di posizione. 

CSI-Luzzani/eb
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