(© Ti-Press /Spitex / Monika Flueckiger)

Vaccini, "giusto avere le cifre"

La richiesta di Merlani di rendere nota la percentuale di collaboratori immunizzati non sembra porre problemi alle strutture sanitarie

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La volontà del medico cantonale Giorgio Merlani di pubblicare, da agosto, il tasso di vaccinazione del personale delle singole strutture sanitarie, non ha colto di sorpresa i diretti interessati, che si dicono tutto sommato favorevoli alla misura. Nello stesso documento, Merlani esorta il dirigenti sanitari a sensibilizzare il personale e a "dare il buon esempio promuovendo la medicina basata sull'evidenza anche nell'ambito della vaccinazione contro il Covid".

"È giusto avere le cifre ed è giusto invitare i collaboratori che ancora non l’hanno fatto a valutare la possibilità di vaccinarsi offrendo una consulenza, ma fin quando non c’è un obbligo bisogna anche rispettare la scelta individuale della persona", afferma Gabriele Balestra, direttore del servizio cure a domicilio Alvad del Locarnese e vicepresidente di Spitex Svizzera.

Gabriele Balestra, direttore Alvad Locarno e vicepresidente Spitex Svizzera
Gabriele Balestra, direttore Alvad Locarno e vicepresidente Spitex Svizzera (© Ti-Press / Francesca Agosta)

Nella lettera inviata venerdì a tutte le strutture sanitarie, Merlani afferma che "è diritto di ogni cittadino-paziente sapere se le persone a cui affida la propria salute sono vaccinate oppure no". Pertanto, dal 1° agosto verrà pubblicata sul sito dell'Ufficio medico cantonale una apposita pagina con l'elenco delle strutture sanitarie e le rispettive percentuali di collaboratori vaccinati: una misura che è anche una prima in Svizzera.

"Se posso permettermi una piccola critica, il rischio è che la popolazione sopravvaluti questa necessità e quindi pensi che la vaccinazione è assolutamente indispensabile, dimenticando che ci sono altre misure per evitare il contagio che si sono dimostrate almeno altrettanto efficaci", osserva Balestra.

"È una misura che si poteva supporre, perché c'è una differenza tra le varie strutture, e probabilmente anche la presunta sicurezza è maggiore dove ci sono più persone vaccinate", afferma Eliano Catelli, presidente dell'associazione dei direttori delle case anziani (ADICASI).

Per Roberto Perucchi, direttore amministrativo dell'ospedale e della casa anziani malcantonese, la richiesta del tasso di vaccinati tra il personale non pone grossi problemi: le cifre ci sono perché gli istituti hanno vaccinato buona parte del proprio personale. Ma qualche dubbio pratico rimane: "diverso può essere per chi ha aderito a delle campagne privatamente e magari non ha informato gli istituti. Per quanto attiene al nuovo personale, bisognerà chiedere alla singola persona".

CSI-Berti/eb
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