(©Ti-Press/Gabriele Putzu)

Venditori sotto pressione

I sindacati molto sollecitati in Ticino dopo l'entrata in vigore della nuova legge sugli orari d'apertura e del contratto - Anche per l'OCST qualcosa non va

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L'entrata in vigore della nuova legge sugli orari di apertura dei negozi e del contratto collettivo di lavoro nel settore ha aumentato la pressione sui lavoratori della vendita. Lo sostiene UNIA da sempre contraria alle novità contro le quali ha deciso di ricorrere al Tribunale federale (senza però impugnare il contratto collettivo). Ma lo denuncia anche l'OCST che, come conferma alla RSI il segretario Paolo Locatelli, sta ricevendo molte segnalazioni riguardo alle condizioni di lavoro contenute nei nuovi contratti che vengono proposti ai dipendenti del settore del commercio. Si tratta di tentativi di aggirare quanto previsto dal nuovo contratto ad opera dei proprietari di piccoli negozi che saranno oggetto di approfondimenti. I sindacati valutano di rivolgersi alla commissione paritetica cantonale.

Il sindacato cristiano sociale negli scorsi anni si è schierato al fianco della Disti e della Federcommercio a sostegno del nuovo contratto collettivo e al fatto che fosse subordinato alla nuova legge sugli orari dei negozi. Una scelta che Paolo Locatelli difende ancora perché garantisce una migliore tutela dei lavoratori, anche se le criticità non mancano. A cominciare da quelle legate all'estensione dell'elenco delle località turistiche. "Il Consiglio di Stato ha ecceduto nell'allestirlo e siamo pronti ad accompagnare UNIA per migliorare l'aspetto - afferma il segretario OCST -. Non è ragionevole che il canton Ticino debba essere considerato a vocazione turistica in ragione del 70% del suo territorio".

"Popolo ticinese truffato" Lo dice Unia

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Il Quotidiano di mercoledì 29.01.2020

 
Diem/CSI/Quot
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