“Scovare i prestanome”

Intervista: il procuratore antimafia italiano parla delle infiltrazioni in Svizzera

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Il capo della Direzione nazionale antimafia italiana Pietro Grasso era oggi a Lugano e ieri a Berna per discutere con la procura federale dei metodi per combattere più efficacemente la criminalità organizzata.

Preoccupa il volto nuovo e “pulito” della mafia, in particolare in Svizzera, dove le manifestazioni criminali sono meno evidenti, secondo Grasso. I mafiosi gestiscono imprese formalmente legali, senza farsi notare. Per portare alla luce le loro attività, soprattutto di riciclaggio di denaro sporco, bisogna dunque scovare i prestanome. Ascolta le parole di Grasso:

Ma quali sono le caratteristiche di queste attività illegali nel nostro paese?

Per fortuna “la Svizzera ha più anticorpi”, dice Grasso.

L'MPC "va rafforzato"

Il Ministero pubblico della Confederazione (MPC) è stato spesso sconfessato in tribunale negli ultimi anni, basti pensare al caso della cosiddetta “mafia delle sigarette”, nel quale le accuse erano, tra le altre, di riciclaggio di denaro e sostegno a un'organizzazione criminale (Camorra e Sacra Corona Unita). Dopo la burrascosa uscita di scena di Erwin Beyeler, nel settembre del 2011 è entrato in carica il nuovo procuratore generale Michael Lauber.

Ma come si guarda dall’Italia alla situazione svizzera? Per Grasso la procura federale “va potenziata in risorse e in mezzi”. Ascolta:

Mattia Coste

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