La struttura militare di Losone
La struttura militare di Losone (Ti-Press / Samuel Golay /)

Bianda: "Berna fa quello che vuole"

Il sindaco di Losone critica come è stata comunicata la decisione di alloggiare gli asilanti all'ex Caserma. Giorgio Ghiringhelli, invece, lancia una petizione

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

In materia d'alloggio di asilanti la Confederazione può fare ciò che vuole. Lo dice il sindaco di Losone Corrado Bianda , da noi raggiunto al telefono, citando la Legge sull'asilo. Bianda sottolinea come il Comune si trovi con le mani legate. In base alla nuova legislazione federale, la Confederazione può disporre delle sue strutture indipendentemente dal parere degli enti locali. Lo dice l’articolo 26 della Legge federale sull’asilo (vedi scheda). “Ci hanno detto che ci consulteranno, ma anche se fossimo contrari possono comunque procedere. Non abbiamo quindi nessun potere decisionale”, ha evidenziato Bianda.

Disappunto espresso ufficialmente

Il sindaco di Losone dice che il Municipio ha discusso della questione martedì sera, ma per ora non ha ancora preso una posizione ufficiale. Per farlo attende infatti l’incontro di venerdì con l’Ufficio federale della migrazione (UFM) e il Consiglio di Stato. Bianda non vuole esprimere né una posizione di contrarietà, né di apertura, almeno finché non conoscerà a fondo i dettagli del progetto e i margini di manovra. Il Municipio mercoledì ha spedito una lettera di disappunto all’indirizzo dell’Ufficio federale delle migrazioni. Questo benché la vicedirettrice dell'UFM si sia già scusata in merito alle modalità di comunicazione.

Da.Pa.


La petizione

Giorgio Ghiringhelli ha spedito una petizione per chiedere maggiore sicurezza a Losone. In particolare con l'iniziativa vuole che si proceda all'istallazione di un sistema di videosorveglianza. "Le cronache di questi ultimi anni ci hanno insegnato che in vicinanza di edifici pubblici o privati destinati ad ospitare anche solo un esiguo numero di asilanti si registrano non di rado un aumento di furti negli appartamenti e nelle auto, scippi, risse, aggressioni, spaccio di droga..." evidenzia Ghiringhelli nell'atto indirizzato al Municipio.

La protesta è online

Si moltiplicano le pagine Facebook dei contrari all’arrivo di richiedenti d’asilo all’ex caserma militare. Oltre al gruppo costituito nell’autunno del 2012 e al quale sono già iscritte più di 1'500 persone, un'altra pagina è stata creata lunedì sera, dopo la notizia diffusa dalla Rsi. Le adesioni sono già più di 500. I promotori della prima pagina definiscono scriteriata l’idea di portare oltre 100 asilanti nel Locarnese. Lo è in particolare dopo l’esperienza fallimentare di Chiasso, sottolineano gli amministratori. Quest'ultimi biasimano la Confederazione per il fatto che ignori le 6'000 firme raccolte, rimaste inascoltate. La pagina è stata aggiornata alla luce delle ultime novità. La pagina Facebook

La legge è chiara

All’articolo 26 la Legge federale sull’asilo recita che “le infrastrutture e gli edifici della Confederazione possono essere utilizzati senza autorizzazione cantonale o comunale per l'alloggio di richiedenti per al massimo tre anni se il cambiamento di destinazione non richiede provvedimenti edilizi rilevanti e non avviene nessuna modifica essenziale in relazione all'occupazione dell'infrastruttura o dell'edificio”. Le ristrutturazioni riguardano per esempio i lavori di manutenzione, le trasformazioni minime, le costruzioni mobiliari e gli aspetti sanitari e idraulici. Ciò che deve fare Berna è annunciare il cambiamento di destinazione al Cantone e al Comune “ al più tardi 60 giorni prima della messa in esercizio dell'alloggio”.

Condividi