Un'immagine del progetto Zenobia, ideato dagli architetti Tocchetti e Pessina
Un'immagine del progetto Zenobia, ideato dagli architetti Tocchetti e Pessina (Supsi)

Campus dell'USI a Viganello, si riparte

Il Tribunale federale ha respinto la richiesta d’effetto sospensivo avanzata dall’architetto Murati

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Dopo alcuni mesi di stand-by riprenderanno a breve le procedure per il nuovo campus universitario di Lugano-Viganello. Il Tribunale federale ha infatti respinto la richiesta d’effetto sospensivo avanzata dall’architetto Arbnor Murati, che aveva vinto il concorso pubblico e che in un secondo tempo si era visto togliere il mandato in relazione a delle inadempienze.

Murati aveva ritenuto opportuno ricorrere in primo luogo al Tribunale amministrativo cantonale che, in attesa di decidere in merito a un eventuale indennizzo, non aveva però concesso l’effetto sospensivo. Proprio su tale elemento l’architetto aveva fatto leva nel rivolgersi ai giudici di Losanna, che a fine ottobre avevano deciso di bloccare l’intero iter procedurale.

Quest'oggi, martedì, è giunta infine la decisione che permette di riavviare l’opera, con l’assegnazione ufficiale del mandato agli architetti Tocchetti e Pessina, giunti secondi nella graduatoria del concorso con il loro progetto, denominato Zenobia. Intanto il programma operativo, a causa di questi due mesi di stop, ha accumulato ulteriore ritardo.

Entro la fine di quest’anno sarà elaborato il progetto di massima e inoltrata la domanda di costruzione. Il cantiere vero e proprio dovrebbe aprirsi nel 2015, mentre il campus potrebbe essere inaugurato nel 2017 o nel 2018.

CSI

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