Il campus accademico
Il campus accademico (tipress)

L'Università punta sulla medicina

L'USI vuole creare una facoltà di scienze biomediche. I primi corsi dovrebbero partire già nel 2014/2015. Dovrebbero venir accolti tra i 60 e i 70 studenti all'anno

  • Stampa
  • Condividi
  • a A

Una facoltà di scienze biomediche all’Università della Svizzera italiana. È quanto vuole creare il Consiglio dell’istituto accademico che, riunitosi in seduta straordinaria venerdì scorso, ha approvato il relativo rapporto. Il documento verrà sottoposto al Consiglio di Stato che nei prossimi mesi dovrebbe, secondo gli auspici dell'ateneo, preparare un messaggio all’attenzione del Gran Consiglio.

Tante sinergie

La nuova realtà accoglierebbe al suo interno un Istituto di medicina umana, a cui sarebbe preposta l’organizzazione e la gestione del master in medicina. Anche l’Istituto di ricerca in biomedicina (IRB) e le relative attività formative a livello dottorale ne farebbero parte, mentre dovrebbe venir istituito il Center of Advanced Studies in Biomedical Entrepreneurship (CASEbiomed).

Tra i 60 e i 70 studenti

Il nuovo master in medicina dell’USI all'interno della nuova Facoltà di scienze biomediche potrebbe collaborare con varie università convenzionate. Dovrebbe accogliere dai 60 ai 70 studenti, offrendo loro un percorso formativo di qualità basato su “un approfondimento di competenze scientifiche per una miglior preparazione alla ricerca” e su “un approfondimento relativo alla gestione della salute pubblica con particolare attenzione alla medicina di famiglia”.

Prossime fasi

Nel 2014 si spera che la politica faccia la sua parte con la preparazione del messaggio e l’approvazione da parte del Parlamento. Poi, entro il 2017, dovrebbe venir creata la nuova facoltà. I corsi bachelor partirebbero nel semestre invernale 2014/2015. Nel 2017 si prevede l’inizio dei corsi del Master all’USI. I primi esami avrebbero luogo nel 2020.

Red. MM/Da.Pa.


I costi dell'operazione

Inizialmente il rapporto di approfondimento si era concentrato solamente sul master in medicina umana. La proposta di una Facoltà di scienze biomediche amplia il campo di attività. Le previsioni sui costi tuttavia non cambiano: le differenza tra le entrate ( 17'790'000 franchi) e le uscite (23'130'000 franchi) è dell’ordine di 6 milioni di franchi e rappresenta la base di calcolo per il contributo straordinario del Cantone.
La ricerca di base si avvarrà del supporto di fondazioni private che dovrebbero assumere il ruolo di gestione e finanziamento.
In Ticino oggi vengono già investiti 21,5 milioni di franchi per la ricerca fondamentale e 9 per quella clinica.

Un'occasione da non perdere

La creazione di un ateneo consentirebbe, si legge nel comunciato diramato martedìdall’USI, di rispondere alla carenza di medici e di posti di formazione offerti dalle facoltà svizzere. Inoltre si potrebbe anche compensare le difficoltà che sta vivendo la piazza finanziaria ticinese.

La posizione del PLRT

Intanto nel pomeriggio il Partito liberale radicale ticinese ha espresso la sua soddisfazione in un comunicato specificando che la facoltà è “per il Ticino un’occasione da non perdere”. Nel testo viene inoltre chiesto al Consiglio di Stato un “segnale forte e unito” nel sostenere in maniera compatta “questa importante sfida”.

Condividi