Onsernone, quo vadis?

Una regione montana, alla ricerca di una "nuova" identità

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Lino Bini

Natura tanta, comodità poche. Nonostante tecnologia e progresso, in Valle Onsernone la vita scorrere lenta a tal punto che il tempo sembra essersi fermato. Così, le elezioni comunali, tacite in tutta la valle, diventano l'occasione per tracciare un bilancio e lanciare uno sguardo al futuro dell'intera regione.

Un po' di storia

Fino al 1803, in tutta la valle esisteva un unico comune, quello d’Onsernone, noto anche come "Comun Grande". Negli anni la popolazione aumenta e nei villaggi si rinforza il desiderio d’autonomia, che porta alla nascita di nove entità indipendenti. Una crescita demografica importante seguita, però, da un lento e inesorabile spopolamento: il numero di abitanti passa da oltre 3'000 agli attuali 700, in prevalenza anziani.

Nel corso dell’Ottocento, la valle vive un periodo di gloria grazie ai manufatti in paglia. Un'attività che resiste fino ai primi del 900, prima di essere abbandonata. Oggi, la gran parte degli abitanti è costretta a condurre una vita da pendolari, tra la valle e il lavoro nelle cittadine della pianura. Per dar nuovo slancio alla valle, nel 1979 il Governo ticinese propone che tutti i comuni tornino ad aggregarsi in un'unica realtà.

 
 

Il progetto, però, viene bocciato in votazione popolare per un solo voto. Passano gli anni e nel 1995 i villaggi di Comologno, Spruga, Crana e Russo decidono di unirsi nel comune di Onsernone. Nel 2001, il passo viene seguito pure da Auressio, Loco e Berzona, che danno vita a Isorno. Restano indipendenti Mosogno, Vergeletto e Gresso.

 

Oggi la questione delle fusioni torna d'attualità, grazie anche allo studio commissionato all'IRE, "Onsernone 2020". Uno studio che riprende quanto auspicato dal Governo ticinese nel 1979 e dal quale emerge l'importanza dell'aggregazione per garantire un futuro all'intera regione. Dopo oltre trenta anni, quindi, i tempi sembrano essere maturi per un'aggregazione tra i cinque comuni, combattuta solo fino a poco tempo fa.

Natura incontaminata

L'accesso non facile alla valle, stretta, e il numero ridotto di abitanti hanno probabilmente giocato in favore del mantenimento del ricco patrimonio di flora, fauna e paesaggio naturale. Una bellezza paesaggistica apprezzata da molti, tra cui anche lo scrittore Max Frisch , che oggi si cerca di valorizzare e rilanciare anche attraverso la riserva forestale d’Onsernone e il Parco nazionale del Locarnese .

bin

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