Sgravi? "Un regalo ai frontalieri"

Per il governo l'iniziativa della Lega costa 341 milioni

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"Togliere 341 milioni alle casse del cantone e dei comuni non è una operazione proponibile in questo momento". È quanto ha detto Laura Sadis alla conferenza stampa tenutasi a Bellinzona sull'iniziativa della Lega sugli sgravi fiscali in votazione il 3 marzo. Per la direttrice del DFE la valutazione degli iniziativisti (impatto di 115 milioni) è frutto di un errore di sottostima di 226 milioni.

Proposta insostenibile e un regalo da 20 milioni ai frontalieri

L'incidenza effettiva, secondo i calcoli del DFE, della proposta leghista è di 191 milioni sui conti del Cantone e di 150 milioni su quelli dei comuni (37,4 milioni solo a Lugano). Una cifra non sostenibile dopo la faticosa approvazione di una manovra per il Preventivo che aveva portato il disavanzo da 300 a 165 milioni.

Inoltre, ha insistito Laura Sadis, “non si è tenuto conto del fatto che la modifica di aliquote sulle persone fisiche comporterebbe anche una riduzione delle aliquote delle imposte alla fonte, con conseguente 20 milioni in meno di tributi pagati dai frontalieri”.

Favorite 48 grandi imprese

Un ulteriore effetto perverso della proposta, ha rilevato la direttrice del DFE, è dato dal fatto che risulterebbero penalizzate le piccole e medie imprese, considerato che metà dello sgravio andrebbe a beneficio di sole 48 ditte sulle 22’800 esistenti in Ticino (0,2%). In ogni caso la diminuzione del gettito sulle persone giuridiche sarebbe del 33,3%, invece dell’11,1% indicato dalla Lega. E in definitiva non migliora la tanto decantata concorrenza fiscale del cantone.

Questo non significa che non siano prospettabili in futuro manovre tributarie, più ponderate e mirate, ma questo lo si potrà fare solo, ha avvertito la consigliera di Stato, al termine delle discussioni in corso con i vari partner europei che produrranno “sostanziali cambiamenti” al nostro sistema fiscale.

Borradori: patto sul Preventivo

Da parte sua il presidente Marco Borradori ha segnalato come, pur essendo d'accordo sul principio, "parlare ora di sgravi fiscali non sarebbe rispettoso verso chi ha protestato" sui tagli del Preventivo. Uno degli elementi che hanno contribuito alla sua accettazione, ha continuato, è stato proprio la rinuncia ad eventuali alleggerimenti fiscali in omaggio al criterio della simmetria dei sacrifici.

Il consigliere di Stato Beltraminelli ha invece sottolineato "l'unanimità sorprendente e spontanea" che si è creata su questo tema all'interno del governo. Il Cantone poi, non potendo agire come i comuni sul moltiplicatore, sarebbe costretto a tagliare pesantemente i servizi ai cittadini.

Leonardo Spagnoli


1.Riduzione del numero degli scaglioni e delle relative aliquote di reddito imponibile e l’aumento della quota esente per l’imposta sul reddito delle persone fisiche (art 35).
2. Riduzione scalare nell’arco di 3 anni dell’aliquota sull’imposta sull’utile delle persone giuridiche dall’attuale 9% al 6% (art 76).
3.Rinuncia a prelevare l’imposta sul capitale delle persone giuridiche se le stesse pagano l’imposta sull’utile (art 87).

C’è anche un problema giuridico che pesa sull’iniziativa della Lega, segnala il Consiglio di Stato ticinese. La consolidata giurisprudenza del Tribunale federale prescrive che i coniugi con doppio reddito non debbano pagare oltre il 10% in più rispetto alle coppie di conviventi con pari entrate e imposizione separata. Fino a 216'000 franchi di reddito cumulato, spiega il Consiglio di Stato, il divario tra conviventi e sposati oltrepassa sempre il 10%. Ma fino ai 74'000 lo scarto è superiore al 20%, con punte del 30% intorno ai 60'000 franchi di reddito.

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