Dittatori e spiriti libertari

Due documentari politici a Cannes

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Hissein Habré è stato presidente del Ciad dal 1982 al 1990. Dopo la sua destituzione si è iniziato a chiedergli conto delle circa 40mila persone decedute nelle sue carceri.

Il processo che giudicare le pesantissime accuse al dittatore è in corso a Dakar, Senegal, e si chiude il 30 maggio 2016.

Con grande tempismo il Festival di Cannes ha programmato come evento speciale il documentario Hissein Habré una tragedia ciadiana, del regista Mahmat Saleh Haroun.

 
 

Vittime e carnefici vengono fatti dialogare, ma sono soprattutto le testimonianze di chi ha subito, ad esempio il presidente dell'associazione delle vittime Clement Abaifouta, a colpire lo spettatore come un pugno allo stomaco.

Julian Assange al momento di camuffarsi per raggiungere l'ambasciata dell'Ecuador
Julian Assange al momento di camuffarsi per raggiungere l'ambasciata dell'Ecuador (Praxis Films)

Altri temi ma medesima forza narrativa per Risk dell'americana Laura Poitras.

La Poitras aveva fatto sensazione – e vinto l’oscar – con il documentario precedente Citizen Four, dedicato a Edward Snowden. In un periodo che parzialmente coincide, la Poitras si è praticamente sdoppiata e oltre a seguire la vicenda Snowden ha documentato da vicinissimo, con macchina da presa, il complesso percorso di Julian Assange, fondatore di Wikileaks.

 

La proiezione alla Quinzaine è stata molto applaudita e alla fine la cineasta e due stretti collaboratori di Assange, Sarah Harrison e Jacob Applebaum, hanno perorato la causa della sua liberazione dalla paradossale prigionia all'interno dell'ambasciata dell'Equador a Londra.

Marco Zucchi

 

 

www.rsi.ch/cannes2016

 

Hissein Habré una tragedia ciadiana
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