Giuseppe Gaudino durante un'intervista
Giuseppe Gaudino durante un'intervista (RSI)

Film danteschi

Gaudino e il girone dei minatori

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“Nel mezzo del cammin di nostra vita mi ritrovai per una selva oscura ché la diritta via era smarrita”. Cosa c’entra la Divina Commedia con la Mostra del Cinema? Per amor vostro di Giuseppe Gaudino e Behemoth di Liang Zhao, ovvero gli ultimi due film in concorso, non solo descrivono una discesa negli inferi - figurata nel primo, fisica nel secondo – ma citano continuamente le terzine del poema dantesco.

Il film italiano è ambientato a Napoli: la protagonista Valeria Golino di giorno fa il gobbo per produzioni televisive e di sera si occupa dei tre figli adolescenti, di cui uno sordomuto, cercando di risolvere i problemi che le procura il marito strozzino. Intorno a loro un mondo di persone che vivono alla giornata, fanno debiti e hanno il vizio del gioco.

Zeppo di trovate musicali (parte con una canzoncina partenopea che racconta la storia di questa famiglia, e i riferimenti al Quartetto Cetra sono continui) e visive (l’alternarsi di colore e bianco e nero,ralenti, accelerazioni e controluce), le sequenze talvolta sono immediate e espressive, altre artificiose e inutilmente kitsch.

Ma la vita della Golino, fra presente e flash-back, racconta davvero la Napoli di oggi, fra sogni di redenzione (l’attore interpretato da Adriano Giannini che apparentemente si innamora di lei) e una realtà agghiacciante (l’usura).

Estremamente ricercato il cinese Behemoth che descrive, fra le tante e bellissime immagini documentaristiche  e la poca narrazione, le miniere in Mongolia e le persone che vi lavorano.

Fulcro del tutto è  la descrizione delle trasformazioni che l’economia moderna infligge al paesaggio e agli uomini (lo spessore della maschera grigia di polvere sul loro volto – si dice a un certo punto – varia con l’intensità del lavoro).

Una curiosità: dopo un’ora alla proiezione stampa gran parte del pubblico si è, comprensibilmente, dileguato.

Francesca Felletti

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