Uno spettacolo nato in prigione a Volterra (teatro sociale)

Cultura dietro le sbarre

A Bellinzona uno spettacolo teatrale della Compagnia della Fortezza nata nel carcere di Volterra. In Ticino in prigione è tornata invece la radio

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"Il figlio della tempesta" in cartellone venerdì sera al Teatro Sociale di Bellinzona è uno spettacolo della Compagnia della Fortezza di Armando Punzo, che da anni lavora nel carcere di Volterra, dove ha portato il teatro, un'esperienza non semplicemente riabilitativa che a qualcuno dei detenuti, per loro stessa ammissione, "ha cambiato la vita".

Nata nel 1988 come laboratorio e dopo le prime esperienze pilota ha cominciato ad essere invitato ai Festival. Oggi produce in media uno spettacolo all'anno. Fondamentale nella sua storia il riconoscimento nel 2003 dell’attività teatrale quale attività lavorativa a tutti gli effetti, ciò che ha significato la possibilità per gli attori di andare in tournée senza doverlo fare durante i loro permessi premio.

CSI 18.00 del 14.02.2020 Il servizio di Francesca Calcagno
CSI 18.00 del 14.02.2020 Il servizio di Francesca Calcagno
 

Il progetto culturale in prigione non è una novità neanche in Ticino. Nel 2013 il laboratorio di sei mesi "Radio scatenata" produsse un radiodramma alla Stampa, Markus Zohner ne racconta la genesi nel servizio allegato.

"Questi corsi sono su base volontaria", spiega il direttore delle strutture carcerarie cantonali Stefano Laffranchini. "I detenuti che vi partecipano si mettono in discussione e trovano uno spazio, dove esprimere le proprie sensazioni, ma allo stesso tempo protetto", precisa. La cultura è ben presente anche dietro le sbarre, c'è la biblioteca, ogni tanto qualche conferenza o concerto. E poi è tornata la radio: "Un progetto da proporre ai detenuti della Farera, che permette di incrementare le proprie competenze nelle modalità comunicative, inizialmente finalizzate al mezzo radiofonico ma adattabile ai contesti della vita quotidiana dopo la scarcerazione", spiega Laffranchini.

CSI/pon
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