Furia iconoclasta

La rimozione di statue per promuovere simbolicamente una nuova coscienza storica

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Nessuna intenzione negazionista né di manipolazione storiografica. La storia non si cambia, tanto meno si deve cancellare: lo affermano perentori i leader dei paesi occidentali, lo condividono anche gli attivisti di Black Lives Matter che hanno avuto il merito di riattivare il dibattito sul significato delle statue – e più in generale dei monumenti – nella società contemporanea.

Al di là di alcune prese di posizioni di fondamentalismo massimalista, come la volontà di rimuovere la statua di Churchill, gli storici concordano nell'utilità di una revisione storica, più inclusiva, meno selettiva. Se è (pressoché) inevitabile che la storia sia scritta dai vincitori, rileggerla attraverso gli occhi dei vinti allarga la comprensione. Non tanto e non solo del passato, ma anche del presente.

Solo affrontando con onestà e coraggio le pagine più ambigue del proprio passato si costruisce una memoria davvero condivisa. Basata su una conoscenza senza pregiudizi, ma anche priva di estremismo, consapevole che la storia è sempre filtrata dalla luce del presente, ma non può sempre aderire ai valori correnti.

Il revisionismo inglese

Il revisionismo inglese

TG 20 di martedì 28.07.2020

 
Lorenzo Amuso/TG
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