Il 12 febbraio 2026 sarà una data da ricordare per Igor Pesciallo, che riceverà le chiavi della città di Bellinzona e con esse l’investitura a nuovo Re Rabadan. Il cerimoniale e i preparativi per il Carnevale bellinzonese di questi giorni rappresentano un «momento molto caotico», racconta a Storie. Il protocollo impone ai regnanti, o futuri tali, anche degli obblighi.
L’atmosfera carnascialesca, immaginiamo, accrescerà il contrasto che scandisce la vita di Igor, contrabbassista e cantante in un complesso rockabilly nel tempo libero, di professione becchino nell’impresa familiare di pompe funebri. Da una parte la baraonda e l’allegria, dall’altra il raccoglimento dell’ultimo saluto. Un percorso fra due estremi, il suo, illustrato nel documentario di Patrick Botticchio intitolato, appunto, Il rock del becchino.
Igor è doppiamente figlio d’arte: il padre è stato a sua volta monarca del Rabadan con il nome di Re Dantun, ma questa non è l’unica passione che ha ereditato. C’è anche la musica, forma d’arte da sempre presente in famiglia. Papà ha suonato nelle balere e ha fatto parte di una big band di 16 elementi.
Il primo amore per il piccolo Igor è la batteria, poi passa alla chitarra (modelli dichiarati gli AC/DC) e infine, dopo aver visto un contrabbassista in azione durante un concerto a Milano, abbraccia le quattro corde in verticale. Nel frattempo studia come tecnico del suono, ma dopo il militare inizia a interrogarsi su cosa fare da grande. Il mestiere di fonico gli piace da matti, però non vede grandi prospettive. Decide così di accettare la proposta del padre di entrare nella ditta di famiglia.
La prima esperienza con una salma risaliva a qualche tempo prima, quando dovette truccare il nonno appena mancato. «Non mi ha fatto nulla a livello emotivo. Anzi, mi ha fatto piacere poter presentare bene mio nonno», ricorda. Fu in quel momento che capì di avere il giusto distacco per sistemare defunti e armeggiare con le bare. Le prove successive lo renderanno più resistente a situazioni la cui vista per altri sarebbe difficile da reggere.

Igor oggi
Il rockabilly per lui è «un mondo che mi ha preso subito». Con un amico forma i Midnight Lovers: suonano rock’n’roll anni ’50, un genere che «riesce a far ballare qualsiasi tipo di pubblico» e che appaga il suo lato “da spettacolo” nutrendone pure la sensibilità sul lavoro: «Il mio modo di essere è quello che si vede sul palco, in mezzo alla gente. È ciò che mi permette di stare con le persone che hanno subito un lutto».
Sono passati sette anni da quelle riprese. Oggi Igor è un professionista formato, ha assunto un ruolo dirigenziale in azienda, si è sposato. E continua a suonare con la sua nuova band. Il lavoro gli ha insegnato a entrare con rispetto in un momento così delicato per le persone; si coglie, dalle sue parole, l’orgoglio per il cammino svolto fin qui. All’epoca sosteneva che «ogni decisione è giusta se la vivi nel modo giusto». Sembra proprio che le scelte fatte stiano dando le soddisfazioni auspicate.


