Instagram VS camera oscura

Il museo di Bergün ospita un confronto inedito tra fotografi: una è molto digitale e social, l'altro non lascerebbe mai la pellicola

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Il museo locale di Bergün è riuscito in un esperimento tutto particolare: quello di portare una fotografa molto social e digitale a esporre insieme a un collega che invece sviluppa ancora le sue pellicole, come una volta.

Ueli Alder, nato in Appenzello, ama prendersi il tempo per le cose, per curarle, per pensarle fino in fondo. Martina Bisaz, titolare del profilo Instagram kitkat_ch tra i più seguiti della Svizzera, invece scelto il digitale per fotografare le bellezze del mondo e del suo Grigioni.

"Con la fotografia analogica vedo come l'immagine nasce. La influenzo. Posso avere tutto  o nulla sotto controllo, ma sono costretto a darmi da fare a lavorare per la immagine. Col digitale è la macchina che fa l'immagine per me. Io punto l'obiettivo, schiaccio il tasto, ma sul resto non ho più influenza", sostiene Ueli Alder. Una visione che Martina Bisaz non condivide: "Non bisogna per forza pensarci 10 volte se un'immagine vale uno scatto - afferma -. Se si fotografa in modo analogico bisogna svilupparla. In digitale invece posso guardarla e scartarla se non mi convince".

Due visioni apparentemente agli antipodi. Ma in realtà entrambi i fotografi, a modo loro, sono convinti che una fotografia possa essere bella o brutta, al di là del mezzo usato per catturare il mondo, una storia, un attimo e darlo agli altri.

La mostra "im Augen – Blick", aperta sabato, sarà visitabile fino al 10 ottobre.

Diem/TG

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