Una copia del
Una copia del "Mein Kampf" originale, risalente al 1940 (Reuters)

"Mein Kampf" con "Topolino"

La scelta di un giornale italiano d'offrire in edicola il libro di Hitler solleva non poche polemiche

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La scelta di un quotidiano italiano di allegare alla sua edizione di ieri, venerdì, “Mein Kampf”, il manifesto politico di Adolf Hitler, ha sollevato un’ondata di proteste e risentimento in Italia. La decisione editoriale ha scatenato l’indignazione delle comunità ebraiche italiane; il loro presidente Renzo Gattegna ha definito l'iniziativa "un fatto squallido, lontano anni luce da ogni logica di studio e approfondimento della Shoah". E "squallore" è pure il giudizio espresso dal premier italiano, Matteo Renzi, in un post su Facebook.

L’edizione contestata, a diritti d’autore ormai scaduti, era quella integrale del 1937 e chi ha avuto l’idea ha tentato di difenderla ricordando che "Mein Kampf" è un documento storico poiché evidenzia “come la pericolosità del discorso di Hitler non fosse solo l’iniziativa di un pazzo”.

Da più parti lo sdegno è stato forte. "Hitler in edicola è un attacco alla storia e alla memoria del passato", ha scritto Manuela Consonni su La Stampa, nel solco delle tante stragi di civili, da Sant’Anna di Stazzema a San Polo, a Marzabotto, compiute dai nazisti in Italia.

ANSA/EnCa

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