Una storia lunga 27 anni
Una storia lunga 27 anni (keystone)

Internet Explorer, la fine di un’era

Da oggi lo storico browser di Microsoft verrà definitivamente disattivato – Odiato dai più, ha segnato (nel bene e nel male) la storia del World Wide Web

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A partire da oggi (mercoledì) Internet Explorer, lo storico browser di Microsoft, andrà definitivamente in pensione. L'applicazione, che ha 27 anni, si unisce così ai telefoni BlackBerry, ai modem dial-up e ai Palm Pilot nella pattumiera della storia tecnologica.

La scomparsa di Explorer non è stata una sorpresa: già un anno fa Microsoft aveva infatti dichiarato che avrebbe messo la parola fine al programma il 15 giugno 2022, spingendo gli utenti verso l’altro browser dell’azienda, Edge, lanciato nel 2015.

Molti utenti hanno celebrato la scomparsa di Explorer su Twitter, con alcuni che lo hanno definito "insicuro e pieno di bug" o il "miglior browser per installare altri browser". Per altri è stato un “momento nostalgia” da ricordare con meme che richiamano gli anni '90.

Microsoft ha rilasciato la prima versione di Internet Explorer nel 1995, nell'era antidiluviana della navigazione sul web, dominata all’epoca dal primo browser ampiamente diffuso, Netscape Navigator. Il lancio di Explorer segnò l'inizio della fine di Navigator: Microsoft ha continuato a legare il proprio browser e il suo onnipresente sistema operativo Windows in modo così stretto che molte persone lo usavano semplicemente di default al posto di Navigator.

RG 12.30 del 15.06.2022 - L'analisi dell'esperto Mario Conforti
RG 12.30 del 15.06.2022 - L'analisi dell'esperto Mario Conforti
 

Proprio per questa stretta relazione il Dipartimento di giustizia statunitense citò in giudizio Microsoft nel 1997, affermando che aveva violato un precedente decreto di consenso imponendo ai produttori di computer l'uso del suo browser come condizione per l'utilizzo di Windows. Alla fine, nel 2002, Microsoft ha accettato di risolvere la battaglia antitrust sull'uso del monopolio di Windows per schiacciare i concorrenti. L'azienda si è anche scontrata con le autorità di regolamentazione europee, secondo le quali legare Internet Explorer a Windows le conferiva un vantaggio sleale rispetto a rivali come Firefox di Mozilla, Opera e Chrome di Google.

Con il tempo si sono poi moltiplicate le lamentele degli utenti sulla lentezza di Explorer, della sua tendenza a bloccarsi e della sua vulnerabilità agli hacker. La quota di mercato del browser, che all'inizio degli anni 2000 superava il 90%, ha iniziato a diminuire man mano che gli utenti trovavano alternative più interessanti.

Secondo la società di analisi Statcounter oggi a dominare è Chrome di Google, con circa il 65% del mercato mondiale dei browser, seguito da Safari di Apple con il 19%. L'erede di Explorer, Edge, è in ritardo con circa il 4%, appena davanti a Firefox.

AP/dielle
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