Ambiente

Darwin express e i segreti dell’evoluzione

Un documentario svela alcuni segreti dell’evoluzione della vita, un fenomeno che spesso può essere più rapido di quel che immaginiamo

  • Un'ora fa
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Darwin express

Il giardino di Albert 24.01.2026, 16:55

  • ©Arte France/Capa Presse/TF1 Production
Di: Red. giardino di Albert/Christian Bernasconi 

Quando pensiamo all’evoluzione, pensiamo generalmente ad un processo lento, che si sviluppa sul lungo periodo e i cui effetti possono essere osservati solo dopo milioni di anni.

Lo stesso Darwin – padre della teoria della selezione naturale – la descriveva come un processo lentissimo, quasi invisibile. Ma oggi sappiamo che non è sempre così.

Charles Darwin

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  • Charles Darwin, e la teoria dell’evoluzione (1./5)

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Alcuni esempi, che mostrano come le specie viventi possano evolvere e quindi adeguarsi all’ambiente anche rapidamente, sono illustrate nel documentario intitolato Darwin express, diffuso dal Giardino di Albert.

Ci sono ad esempio lumache in grado di irrobustire il guscio in una settimana e di trasmettere parte di quell’adattamento ai figli, ma anche elefanti che in poche generazioni perdono le loro zanne in risposta alla pressione del bracconaggio.

Il filo conduttore di queste trasformazioni spettacolari sono pressioni ambientali molto importanti. Alcune sono di origine naturale, mentre altre – sempre più frequenti – sono di origine antropica. In Darwin express, i team di ricerca illustrano fiori che cambiano forma in funzione dei loro impollinatori, ma anche rospi provenienti dal Sud America che, introdotti in Australia, diventano dei veri e propri “atleti” in grado di colonizzare l’ambiente in maniera molto più rapida, rispetto agli anfibi autoctoni.

L’evoluzione darwiniana, pur rimanendo un pilastro della biologia, si trova oggi ad essere integrata e in parte superata da nuove scoperte scientifiche. Infatti, anche la scienza stessa si è evoluta. Dal secolo scorso, gli scienziati non si limitano a osservare l’evoluzione, ma la misurano.

Lo scienziato Andrew Hendry, ad esempio, guida un gruppo di ricercatori internazionale che ha analizzato decenni di dati su diverse popolazioni di varie specie animali, creando il database PROCEED.

Grazie ai loro studi hanno messo in evidenza che la selezione naturale agisce fino a quattro volte più veloce di quanto ci si immaginava. Alcuni pesci cambiano forma in una decina d’anni, mentre i batteri sviluppano la resistenza agli antibiotici in poche settimane. 

L’evoluzione non è quindi una linea retta, né una corsa lenta e prevedibile. Ma può essere definita un mosaico di mutazioni, adattamenti rapidi e altri eventi che influenzano e fanno evolvere la vita. Oggi, però, c’è una novità: per la prima volta nella storia della vita, una specie – la nostra – è diventata un fattore evolutivo globale, che influenza di numerose altre specie con cui condividiamo il pianeta Terra.

Studiare l’evoluzione significa quindi anche chiedersi quale ruolo vogliamo avere in questa storia evolutiva che continua a scriversi.

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