Il drone che piega i suoi bracci
Il drone che piega i suoi bracci (EPFL)

Un drone... pieghevole

Sviluppato dall'Università di Zurigo e dal Poli di Losanna potrebbe essere molto utile nelle missioni di salvataggio

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Ricercatori dell’Università di Zurigo e del Politecnico federale di Losanna hanno sviluppato un nuovo tipo di drone capace di ridurre la lunghezza dei suoi bracci durante il volo e di diventare sufficientemente compatto per potersi inserire in spazi angusti, buche o piccole caverne. Una caratteristica che può rivelarsi estremamente interessante per la ricerca di sopravvissuti o di vittime delle catastrofi naturali.

Il nuovo tipo di drone, che può anche trasportare piccoli oggetti, potrebbe quindi rivelarsi particolare utile per l’ispezione di edifici crollati a causa dei terremoti o durante gli incendi proprio per la ricerca di eventuali superstiti laddove un soccorritore umano non potrebbe passare.

 

Per risolvere il problema di potere passare in spazi molto angusti, anche con un drone, i ricercatori del Gruppo robotica dell’Uni zurighese e del Laboratorio sui sistemi intelligenti del Poli losannese, hanno sviluppato questo nuovo tipo di drone con bracci retrattili ispirandosi alle ali degli uccelli che le ripiegano durante il volo per accedere a spazi esigui per esempio tra le fronde degli alberi.

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