L’odissea vitale e disperata di un’infermiera ha convinto la giuria dei Quartz. Premiare Heldin si è rivelata una scelta perfetta anche perché si tratta del film che ha conquistato il pubblico cinematografico svizzero (maggior numero di biglietti staccati). Una storia toccante, recitata in maniera intensa da Leonie Benesch nei panni dell’infermiera Floria, che ha coniugato tensione drammatica a una denuncia dai toni pacati della condizione vissuta dal personale ospedaliero in Svizzera.
Era difficile trovare l’equilibrio per restituire una notte di tensione e stress tra le corsie di un reparto di oncologia: Petra Volpe è riuscita nell’impresa. La regista di Contro l’ordine divino, ha dimostrato sensibilità, ironia e la giusta dose di immaginazione per dare credibilità al personaggio di Floria. Questi sono stati alcuni dei motivi che hanno regalato a Heldin il anche il Quartz per la miglior sceneggiatura.
Anche il miglior documentario, I love you, I live you di Moris Freiburghaus è un premio che ha riconosciuto un lavoro tanto intenso dal punto di vista tematico (il racconto della psicosi di un musicista, Dino Brandão, diviso tra la sua patria d’origine, l’Angola, e la Svizzera) quanto interessante e originale dal punto di vista formale. Il regista, con doloroso coraggio, si mette in scena in quanto amico di Dino e riprende molti momenti difficili e toccanti anche in maniera originale senza però tradire la poetica del racconto.
Personaggi sfaccettati e intesi hanno permesso a Betina Stucky e Phyl Hayes di aggiudicarsi il Quartz per la miglior interpretazione femminile e maschile. I due protagonisti di Bagger Drama di Piet Baumgartner (film molto apprezzato dal pubblico e anche dalla critica, già premiato in autunno al Festival di San Sebastian), si sono imposti su una rosa d’eccellenza che comprendeva, soprattutto per quanto riguarda la miglior interpretazione femminile, anche nomi di peso come la talentuosa Luna Wedler e l’eclettica Sarah Spale. Concedetemi di menzionare per la compattezza di una storia girata magnificamente e scritta molto bene anche il bellissimo À bras-le-corps di Maria Elsa Sgualdo che ha ottenuto due premi: miglior montaggio e miglior fotografia. Arriverà presto nelle sale della Svizzera italiana, non perdetevelo.

Assegnati oggi i Premi del cinema svizzero 2026
Telegiornale 27.03.2026, 20:00








