CHNo ninne nanne

Kety Fusco: «L’arpa lotta insieme a me»

La musicista in concerto con “Bohème” allo Studio Foce. Dopo l’esperienza negli USA, la aspettano tour italiano e collaborazioni tra Parigi e la Mesolcina

  • Un'ora fa
immagine
10:19

La musica di Kety Fusco

Prima Ora 23.03.2026, 18:00

  • Imago / Italy Photo Press
Di: Prima Ora/RigA 

Concerto allo Studio Foce di Lugano per Kety Fusco, venerdì 27 marzo 2026. L’arpista svizzero italiana “porta a casa” Bohème, il suo secondo album. A Prima Ora ha raccontato qualcosa in più su ciò che la ispira e illustrato i suoi progetti futuri.

Nonostante il richiamo alle opere di Puccini, il nuovo disco non è disordinato come potrebbe suggerire il titolo ma, al contrario, «preciso e rigoroso rispetto alla mia ricerca sonora». Si ricongiunge alla sua essenza bohemien perché, spiega Fusco, «non rispetto delle regole, ma una totale libertà».

Bohème è un album che l’artista descrive come una colonna sonora su cui chi ascolta può liberare l’immaginazione. Il «senso visivo», un mondo da associare alla musica, Fusco lo dà grazie all’aiuto di due visual artist e dell’intelligenza artificiale. Durante le esibizioni, dietro di lei vengono proiettate immagini generate come «se ci fossero degli elettrodi che dalla mia testa proiettano immagini sullo schermo».

Fusco è reduce dal South by Southwest, uno dei festival culturali più importanti al mondo, che si svolge ogni primavera nella città USA di Austin. Un’esperienza molto impegnativa: «Non c’era tanto tempo di pensare allo show. Ci sono tantissimi musicisti, quindi quello che dovevo fare nei miei 40 minuti di tempo sentivo che doveva arrivare subito». La sua prima volta negli Stati Uniti l’ha resa fiera e le ha aperto nuove possibilità.

Con l’arpa è stato amore a prima vista all’età di 6 anni: oggi le piace parlare del suo approccio allo strumento come «punk». «Con la mia arpa elettroacustica genero melodia, rumori, beat. Non è un’arpa da ninna nanne», spiega, allontanando immagini preconfezionate. La sua arpa «lotta insieme a me per far sentire un nuovo genere di musica».

Come musicista donna riconosce non essere stato facile affermarsi, anche se, sorridendo, ci tiene a dire che «quando mi trovo circondata da uomini, io comando tutti: sono loro che hanno paura di me». Secondo lei, è importante che le donne vadano dritte per la loro strada e non pensino mai di non valere abbastanza.

Il suo stile non convenzionale ha attirato anche Iggy Pop (non per niente il “paparino” del punk), conosciuto a Londra nel 2023 in occasione del concerto di Fusco alla Royal Albert Hall; Iggy ne ha poi presentato la musica nel programma che conduce alla BBC. L’Iguana del rock è presente in Bohème, nel brano She. La sua è la voce narrante di un mondo post-apocalittico, in cui l’arpa non racconta una storia a lieto fine. «Anche un’arpa può portare questo genere di narrazione», così Fusco collega il senso di She alla visione alla base del suo album, improntata ai contrasti.

Per la musicista è già tempo di guardare alle prossime collaborazioni, che si dipaneranno sull’asse locale-globale. Sul versante locale annuncia un progetto con un coro della Mesolcina, in cui scriverà brani riarrangiati per dialetto mesolcinese e arpa, su quello globale, sta lavorando assieme al pioniere techno Jeff Mills a musiche che saranno eseguite con la Filarmonica di Parigi.

Una tournée italiana in partenza e gli USA come prossima destinazione: questo recita la ricca agenda di Fusco. Ora, però, c’è la data al Foce da preparare. Paradossalmente, le pressioni saranno maggiori: «Mi sentirò molto giudicata nel rivedere tutte le persone che verranno a sentirmi, quelle che conosco e quelle nuove». Casa può riservare le emozioni più intense, anche per un’artista abituata a girare il mondo.

Correlati

Ti potrebbe interessare