Cantoni forti e indipendenti sono il fondamento del federalismo. È uno dei principi ispiratori del progetto “Dissociazione 27” lanciato due anni fa da Confederazione e Conferenza dei Governi cantonali. Lo scopo: analizzare e rivedere la ripartizione dei compiti. Venerdì a Berna è stato presentato un rapporto intermedio, il quale esclude il bisogno di una riforma completa del sistema attuale, che ha preso la forma odierna nel 2008.
Gli interventi suggeriti sono piuttosto puntuali. Il rapporto illustra varianti che concernono 14 dei 21 ambiti presi in considerazione dai gruppi di lavoro, fra i quali la sicurezza, la socialità, i trasporti e la formazione. Si è riscontrato del potenziale in particolare riguardo a trasporti regionali, traffico di agglomerato, prestazioni complementari, promozione dello sport, protezione di monumenti e alte scuole. Esclusi, invece, riduzione dei premi di cassa malati, promozione dell’alloggio ed energia.
In un terzo dei casi dove si suggerisce di intervenire, il trasferimento dei compiti avverrebbe dai Cantoni alla Confederazione, per il resto in direzione opposta.
Non si tratta, va precisato, di scaricare delle spese. “Dissociazione 27” segue infatti il principio della neutralità dei costi, perché a ogni trasferimento di compiti deve corrispondere quello delle relative risorse finanziarie.
Il rapporto finale è previsto per il 2027. Nella seconda metà del 2026, il Consiglio federale e i Governi cantonali decideranno come procedere nella seconda fase, tenendo conto dei risultati della consultazione aperta fino a luglio.
RG 12.30 del 24.04.2026







