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Nuovo virus su una nave: un morto, 1’700 in quarantena

Sospetta gastroenterite, fatale per un novantenne - La nave isolata al porto di Bordeaux per ordine delle autorità francesi - OMSA: la prevenzione delle pandemie di origine animale è sottofinanziata

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Notiziario

Notiziario 13.05.2026, 16:00

  • Ambassador Cruise Line
Di: Reuters/AFP/MgR 

Oltre 1’700 persone sono state poste in quarantena dopo la morte di un 90enne per sospetta infezione da virus della gastroenterite su una nave da crociera dell’Ambassador Cruise Line che era partita dalle Shetland il 6 maggio e ha fatto scalo a Belfast, Liverpool, Brest e poi Bordeaux, da dove era previsto il ritorno in Spagna. 

Tra i 1’233 passeggeri, per lo più britannici e irlandesi, circa una cinquantina hanno manifestato sintomi di contagio. Sono in corso test per rilevare l’eventuale presenza del novovirus. A bordo vi sono anche 514 membri dell’equipaggio.

ECDC: nessuna indicazione che l’Hantavirus sia mutato

Non c’è alcuna indicazione che l’Hantavirus delle Ande, un virus noto da molto tempo agli esperti, sia mutato: lo affermano gli esperti del Centro europeo per il controllo delle malattie di Stoccolma, un’agenzia scientifica dell’Unione europea.

“Il virus Andes è l’unico della famiglia degli hantavirus che si trasmette da persona a persona. I virus possono mutare nel tempo, ma al momento non ci sono motivi per pensare che questo sia mutato per diventare più trasmissibile. Ciò che stiamo osservando sia dal punto di vista epidemiologico che microbiologico suggerisce che il virus si stia comportando come di consueto”.

Lo ha detto Andreas Hoefer, esperto di microbiologia ed epidemiologia molecolare dell’ECDC, durante un briefing alla stampa. Il Centro non esclude nuovi casi tra i passeggeri della nave da crociera Hondius, in quarantena, a causa del lungo periodo di incubazione che può arrivare a sei settimane.

“Questa situazione rappresenta un focolaio molto complesso a causa delle numerose incertezze e del coinvolgimento di 23 nazionalità” ha spiegato la direttrice dell’Ecdc Pamela Rendi-Wagner. Per questo l’ECDC ha adottato un approccio precauzionale, cosiddetto “senza rimpianti”.

OMSA: si spende troppo poco per prevenire le pandemie

La salute animale e le politiche di prevenzione delle pandemie di origine animale sono cronicamente sottofinanziate, nonostante il 60% delle malattie infettive conosciute che colpiscono gli uomini provengano dagli animali: lo afferma l’Organizzazione mondiale della salute animale (WOAH/OMSA, da non confondere con l’OMS) nel suo rapproto annuale (gennaio 2025-marzo 2026).

La situazione è diventuta più urgente che in passato. Molte pandemie, scrive l’organizzazione, “trovano origine nelle perturbazioni ecologiche in corso, nelle specie animali minacciate dalla deforestazione, dalla pardita di habitat o dall’intrusione umana che rende più facile il contatto con la fauna selvaggia”.

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