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Israele, un tribunale militare speciale per il 7 ottobre

La Corte potrà comminare anche la pena di morte - I centri dei diritti umani temono un processo collettivo - Sotto la lente finirà anche l’operato di Netanyahu

  • Ieri, 23:36
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Israele: tribunale speciale militare per i crimini del 7 ottobre

Telegiornale 12.05.2026, 20:00

Di: Telegiornale-Alessia Wyttenbach/DC 

Lunedì sera il Parlamento israeliano ha approvato - con 93 voti favorevoli e nessun contrario - una legge che istituisce un tribunale militare speciale per processare alcune centinaia di presunti terroristi, accusati di aver commesso le atrocità del 7 ottobre 2023. Oltre a ciò, per alcuni capi d’accusa in discussione, il codice penale israeliano prevede la pena di morte. L’ultima volta fu pronunciata oltre 60 anni fa, nel processo contro il criminale di guerra nazista Adolf Eichmann. 

Al Telegiornale della RSI, il giornalista Michele Giorgio è stato invitato ad analizzare questo procedimento.

“Un nuovo processo Eichmann”

“La legge prevede anche che il processo sia trasmesso su un canale internet dedicato, dalle televisioni, quindi trasmesso in tutto il mondo. C’è qualche commentatore israeliano che parla di “un nuovo processo Eichmann” in Israele”, spiega Giorgio. “I centri per i diritti umani sollevano obiezioni perché dicono che questo tipo di procedimento speciale potrebbe ledere i diritti degli imputati e, soprattutto, [potrebbe] prevedere delle procedure che non [mirano] all’accertamento delle responsabilità individuali. Addirittura, si parla di un processo collettivo”. 

Le responsabilità del Governo

“Secondo alcuni, l’approvazione di questa legge non è avvenuta a caso in questo periodo perché Israele si prepara, nei prossimi mesi, alle elezioni politiche. Evidentemente, le parti in causa pensano di poter usare anche a loro vantaggio politico. Sta di fatto, comunque, che in Israele di questo processo si parla da quasi tre anni e allo stesso tempo, questa legge pone anche la questione dell’inchiesta per l’accertamento delle responsabilità legate proprio al fallimento degli apparati di sicurezza e dello stesso Governo rispetto al 7 ottobre 2023”, continua Giorgio. “Quindi, sicuramente, chiama in ballo anche le responsabilità vere e presunte del Primo Ministro Netanyahu. Il premier più volte si è sottratto alle accuse che gli sono state rivolte”, conclude il giornalista Michele Giorgio.

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