La perizia commissionata sul fallimento della Darwin Airline è arrivata, e per gli imputati il suo atterraggio rischia di non essere dei più morbidi. Le conclusioni dell’esperto designato dalla procura ricalcano infatti le criticità già rilevate, sulla gestione del marchio, dall’Equipe finanziaria del ministero pubblico.
Quasi un decennio fa – era il 2017 – la Darwin passò nelle mani del fondo lussemburghese 4k Invest; lo stesso a cui faceva capo la slovena Adria. Si decise di cambiare il nome della compagnia, che da Darwin diventò appunto Adria Airways Switzerland. Per la ribrandizzazione, tra l’agosto e il settembre del 2017 fu versato un importo di circa 1,8 milioni di franchi.
Il rapporto disposto dal procuratore pubblico Daniele Galliano si è concentrato proprio su questa fase, ricostruendo tutti i flussi finanziari. Una cinquantina di pagine, da cui emerge che l’operazione avrebbe contribuito a prosciugare e a drenare in maniera significativa la liquidità della compagnia. Qualche mese più tardi, il 12 dicembre 2017, la Darwin fallì. Sorte che nel 2019 toccò anche alla Adria Airways.
Galliano dovrà ora valutare se le risultanze della perizia configurino o no i presupposti dei reati ipotizzati. Quelli cioè di amministrazione infedele, bancarotta fraudolenta, frode nel pignoramento, diminuzione dell’attivo in danno dei creditori, cattiva gestione e appropriazione indebita di imposte alla fonte.
Quattro – come noto – le persone sotto inchiesta, tutte di nazionalità tedesca: i due ultimi CEO della Darwin e due ex dirigenti della Adria Airways. Le difese avranno alcune settimane di tempo per esprimersi sull’esame peritale. Poi non resterà che avviarsi verso la fine delle indagini.
Quotidiano 13.05.2026






