In Ticino su 100 Comuni solo 15 sono capitanati da una donna. Tredici di loro si sono incontrate giovedì, nella cornice di palazzo Branca Baccalà a Brissago, per una giornata incentrata sulla comunicazione.
Il seme è stato piantato nel 2022 quando, su invito dell’allora consigliera federale Simonetta Sommaruga, le sindache ticinesi ebbero la possibilità di incontrarsi con colleghe svizzere. Un’iniziativa che ha dato i suoi frutti, come spiega al Quotidiano la sindaca di Brissago, Veronica Marcacci Rossi: “Quando, lo scorso gennaio, ci siamo trovate per la prima volta ci siamo accorte di avere problematiche comuni. Tutte concordavano che sicuramente la comunicazione gioca un ruolo importante. Quello è forse un po’ il nostro punto debole. Da lì è nata l’idea di organizzare questa giornata”.
Parlare in pubblico può essere fonte di preoccupazione anche per donne di successo, con alle spalle conferme, voti, elezioni. “Spesso prima di parlare in pubblico c’è una grande sofferenza”, conferma Carmela Fiorini, esperta di comunicazione. “Perché significa esporsi al giudizio e quindi questo richiede un certo lavoro su di sé. Prima di tutto dobbiamo sentirci noi a nostro agio, quando dobbiamo esporci e trasmettere emozioni. Perché alla fine parlare in pubblico non è solo una trasmissione di contenuti, ma soprattutto di emozioni”.
Le sindache devono essere pronte ad affrontare anche emergenze e situazioni estreme. Come quella vissuta dalla sindaca di Cevio, Wanda Dadò, il 29 giugno 2024, quando la furia dell’acqua sconvolse l’alta Vallemaggia. “Mi sono confrontata con la comunicazione dopo un mese dalla mia elezione. Mi sono detta ‘come ho fatto senza nessuna competenza su un impatto del genere’. Siamo municipali e sindache di milizia, veniamo elette magari per certe competenze e non è detto che siamo pronte alla comunicazione. Forse come donne siamo capaci di vedere i nostri limiti e capire quanto è importante imparare”.
Anche perché le differenze e le aspettative legate al genere continuano a pesare. “Ci sono dei passaggi, durante la vita politica di una donna, che devono essere preparati molto di più”, afferma Tessa Gambazzi Pagnamenta, sindaca di Cureglia. “Devono essere interiorizzati, perché è innegabile il fatto che c’è una differenza, fra un uomo e una donna, nel rivestire un ruolo di potere”.





