La prima breccia nella crisi mediorientale passa da una lingua di mare larga poche decine di chilometri, ma decisiva per gli equilibri energetici mondiali. È dallo Stretto di Hormuz, dalla sua riapertura e dalle garanzie sulla sicurezza della navigazione, che prende forma il tentativo di Stati Uniti e Iran di fermare l’escalation che ha travolto la regione e prodotto conseguenze ben oltre il Medio Oriente. Il punto di approdo diplomatico è il memorandum d’intesa che dovrebbe essere firmato venerdì a Ginevra e che implica l’interruzione delle ostilità.
L’intesa è stata mediata dal Pakistan, ma al processo ha contribuito anche la Svizzera, nel suo tradizionale ruolo di facilitatrice. Un ruolo rivendicato dal responsabile del Dipartimento federale degli affari esteri, Ignazio Cassis. “La Svizzera si adopera sempre per poter portare la pace dove c’è guerra”, ha spiegato, sottolineando l’importanza di “dare una mano”, sbloccare la situazione e compiere “un primo passo verso qualcosa di più approfondito”. Berna, ha aggiunto, “ha aiutato questi Stati a muoversi su questo terreno”.
Ginevra, dunque, non sarà soltanto la cornice della firma né una semplice base logistica. La città rappresenta anche il luogo in cui la diplomazia elvetica torna a rendersi visibile in un dossier, dopo un periodo in cui la sua presenza nella regione era apparsa meno incisiva anche a causa della chiusura temporanea dell’ambasciata svizzera a Teheran.
Cassis: “Siamo sempre presenti”
Cassis respinge però l’idea di un ritorno improvviso sulla scena. “Noi siamo praticamente sempre presenti”, ha osservato, spiegando che la Svizzera riesce a offrire una competenza che talvolta manca anche a Paesi più potenti, ma con una tradizione diplomatica meno consolidata. In questo senso, ha detto, la Confederazione può fungere “un po’ come da olio per gli ingranaggi”. Il memorandum, nelle intenzioni, dovrebbe aprire una fase successiva. Prima il cessate il fuoco, poi un negoziato più profondo sul dossier nucleare iraniano. “Adesso si apre questo primo passo, che è sicuramente bello e ne siamo felici”, ha affermato Cassis. “Ci sarà un cessate il fuoco e speriamo che le armi cessino davvero di sparare: su questo si costruirà il secondo passo, quello più approfondito sulle armi nucleari”.
L’ambizione, dunque, è che il percorso avviato a Ginevra non si esaurisca nella stabilizzazione delle rotte energetiche e nel congelamento dei fronti militari. L’obiettivo più ampio resta un nuovo accordo sul nucleare iraniano, sulla scia di quello del 2015, firmato anch’esso nella città svizzera. Sulla presenza della Confederazione alla cerimonia di venerdì, tuttavia, non arrivano conferme. Bocche cucite anche sui contenuti dell’intesa. Ma se deve indicare il punto essenziale, Cassis non ha dubbi. “La cosa assolutamente più importante è che le armi cessino di sparare”.

Accordo di pace tra USA e Iran
Telegiornale 15.06.2026, 12:30






