Il documento d’intesa tra Stati Uniti e Iran, che sarà firmato a Ginevra venerdì, intende porre fine al conflitto, ma è un primo passo, in quanto apre la strada a ulteriori negoziati di 60 giorni. Ecco i punti principali che tratta il memorandum:
Fine della guerra
L’intesa interrompe le operazioni militari su tutti i fronti coinvolti, Libano incluso. Resta, però, un nodo che riguarda la posizione di Israele. Il ministro della Difesa Israel Katz ha infatti ribadito che Israele rimarrà nelle zone di sicurezza in Libano, in Siria e a Gaza.
Lo Stretto di Hormuz
Trump ha annunciato la riapertura dello Stretto e la fine del blocco navale statunitense. Secondo Teheran, l’accordo prevede che il passaggio delle navi sarà senza pedaggi “per 60 giorni”, al termine dei quali l’Iran punterà a guadagnare fornendo “servizi di sicurezza, assicurativi e di tutela ambientale” in cooperazione con l’Oman. Una questione che verrà affrontata “durante i negoziati tecnici” secondo il vicepresidente statunitense JD Vance, che ha affermato di aspettarsi che “lo Stretto riapra senza pedaggi nel lungo periodo”.
Beni congelati
Uno dei temi più caldi al centro dei negoziati è sempre stato quello riguardante i beni iraniani congelati. Secondo fonti di Teheran, una delle clausole inserite nel memorandum prevede “lo sblocco generale di 24 miliardi di dollari iraniani”, in asset immobilizzati, “durante il periodo di negoziazione dei 60 giorni”. Metà della somma totale, tuttavia, dovrebbe essere messa subito a disposizione della Repubblica Islamica, “prima dell’inizio dei successivi colloqui”, sebbene ciò non sia stato confermato dalla controparte americana.
Sanzioni
Secondo alti funzionari iraniani, Washington dovrebbe sospendere temporaneamente le restrizioni imposte sul petrolio iraniano fino al raggiungimento di un accordo definitivo. Questione su cui, secondo il viceministro degli Esteri iraniano Kazem Gharibabadi, “si concentreranno principalmente i negoziati nei successivi 60 giorni”.
Nucleare
Il fulcro dei colloqui tecnici post-intesa sarà il programma atomico della Repubblica Islamica. Trump è stato chiaro, affermando che la questione nucleare “sarà affrontata nei prossimi due mesi” e minacciando una nuova ripresa degli attacchi “senza un accordo definitivo”. Due le ipotesi sul tavolo per gestire il braccio di ferro: i funzionari statunitensi dichiarano che Teheran distruggerà le proprie scorte di uranio, mentre la controparte iraniana sostiene che il memorandum dovrebbe consentire una diluizione all’interno del Paese.
RG 12.30 del 15.06.2026 Cosa si sa e cosa non si sa dell’accordo. Le spiegazioni di Naima Chicherio
RSI Info 15.06.2026, 13:46
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