La richiesta è chiara: “Avviare subito i lavori per l’elaborazione di una legge quadro sull’inclusione”. È quanto espresso, all’unanimità, dal Parlamento ticinese delle persone con disabilità, che si è riunito per la seconda volta lunedì a Bellinzona, due anni dopo dalla prima seduta.
Prima di guardare avanti, i parlamentari hanno verificato quanto fatto dalle autorità dopo le richieste approvate nella prima seduta. Sono stati riconosciuti gli sforzi, ma il bilancio non è soddisfacente. Infatti “le rivendicazioni di quest’anno sono uguali a quelle di due anni fa. Per il semplice motivo che dal Consiglio di Stato e dal Gran Consiglio abbiamo ricevuto risposte un po’ insufficienti. Quindi cerchiamo di riprenderle e magari puntualizzare certi aspetti”, spiega ai microfoni del Quotidiano Lorenzo Giacolini, membro del Parlamento ticinese delle persone con disabilità.
Le misure sono state riassunte in una risoluzione da 11 punti. Tra queste c’è la richiesta che il diritto di voto venga esteso alle persone sotto curatela. Altri temi toccati riguardano l’accesso al mondo del lavoro e alla formazione, gli alloggi e le barriere fisiche. Riguardo alla sanità e alla socialità viene indicato che servono miglioramenti per quanto riguarda i tempi delle prestazioni complementari, la continuità degli interventi nei servizi a domicilio e le esigenze delle persone sorde nei luoghi di cura.
Rispetto al finanziamento delle misure, il parlamento non ha fatto i calcoli, ma i membri hanno voluto mandare un messaggio chiaro: “volere è potere”.

Oggi la sessione parlamentare dei disabili
SEIDISERA 15.06.2026, 18:00
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