Spagna

La moglie di Sanchez rinviata a giudizio: ritirato il passaporto a Begoña Gómez

È accusata di corruzione e traffico di influenze. Il Partito socialista: persecuzione dettata da motivazioni politiche

  • Ieri, 15:51
  • Ieri, 15:52
Begoña Gómez insieme al marito, il premier spagnolo Pedro Sanchez

Begoña Gómez insieme al marito, il premier spagnolo Pedro Sanchez

  • Keystone
Di: ludoC 

Begoña Gómez, la moglie del premier spagnolo socialista Pedro Sánchez, è stata rinviata a giudizio con le accuse di corruzione e traffico di influenze. La decisione è stata comunicata sabato dal giudice istruttore Juan Carlos Peinado, che ha pure stabilito il ritiro del passaporto della donna, il divieto di lasciare il Paese e l’obbligo di firma due volte al mese in tribunale.

Una misura senza precedenti nella recente storia democratica della Spagna, segnala il quotidiano El Pais, adottata su richiesta delle accuse popolari: un istituto giuridico spagnolo che consente a chiunque di costituirsi parte accusatrice in un processo penale. Il procedimento era stato avviato nel 2024 su denuncia dell’organizzazione di estrema destra Manos Limpias; successivamente si sono costituite come accuse popolari, in un blocco coordinato dall’associazione ultracattolica Hazte Oír, anche il partito di estrema destra Vox e altri gruppi affini. Peinado ha imposto le stesse misure a Cristina Álvarez, consulente di Gómez.

Nel suo provvedimento di sabato, Peinado per motivare la sua decisione sottolinea “indizi razionali di criminalità”, e – tenuto conto delle pene detentive previste dal codice penale per i reati contestati a entrambe – ritiene che esista il rischio che le due cerchino “di sottrarsi all’azione della giustizia”. Da qui le misure varate insieme al rinvio a giudizio.

Il premier spagnolo Pedro Sanchez, Madrid, 12 ottobre 2025
20:03

Pedro Sanchez, l’ultimo progressista d’Europa

RSI Il mondo là fuori 17.10.2025, 15:30

  • Keystone

“Persecuzione e ossessione”

La decisione ha suscitato immediate reazioni dal governo e dal Partito socialista. Fonti della Moncloa, citate dall’agenzia EFE, hanno parlato di “persecuzione, ossessione e sproporzione” da parte del giudice, accusando l’istruttoria di rispondere a “motivazioni politiche” anziché giuridiche. Il PSOE ha riaffermato l’innocenza di Gómez, definendo il provvedimento “uno scandalo democratico che non regge”. La portavoce del partito Montse Mínguez lo ha liquidato con tre aggettivi: “Delirante, ossessivo e vergognoso”.

(Notizia legata al Notiziario delle 16:00 del 20.06.2026)

rsi_social_trademark_WA 1.png

Entra nel canale WhatsApp RSI Info

Iscriviti per non perdere le notizie e i nostri contributi più rilevanti

Correlati

Ti potrebbe interessare