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La bufera su Zapatero e il futuro di Sanchez

L’inchiesta sull’ex premier rappresenta “un colpo durissimo” per l’attuale capo dell’Esecutivo spagnolo

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Zapatero qui in una foto risalente al settembre del 2011
06:13

Inchiesta Zapatero, gli scossoni in Spagna

SEIDISERA 20.05.2026, 18:00

  • archivio keystone
Di: SEIDISERA-Sofia Stroppini/ARi 

Da ieri, martedì, è ufficiale. José Luis Rodriguez Zapatero è formalmente indagato nel quadro di indagini su una piccola compagnia aerea che nel 2021, durante la crisi pandemica, beneficiò di aiuti statali per ben 53 milioni di euro, nonostante coprisse unicamente 3 collegamenti con alcuni Paesi sudamericani. Sull’ex capo del Governo spagnolo, che dovrà comparire a inizio giugno dinanzi a un giudice istruttore, gravano quindi pesanti sospetti: da un illecito traffico d’influenze, fino a una struttura che sarebbe stata da lui diretta al fine di ottenere vantaggi economici.

Zapatero ha avuto subito il sostegno del collega di partito e attuale premier Pedro Sanchez, il quale ha fatto appello al rispetto della presunzione d’innocenza. Ma intanto la vicenda ha assunto le dimensioni di un vero e proprio terremoto politico: è la prima volta, infatti, che un ex premier di Spagna figura coinvolto in una grande inchiesta per corruzione. Quali potrebbero essere le ripercussioni per la stabilità del Governo Sanchez? Quanto sta succedendo è certamente “un colpo durissimo” per l’attuale premier e “in una settimana che peraltro era iniziata abbastanza male, col pessimo risultato” dei socialisti “alle elezioni regionali in Andalusia”, commenta a SEIDISERA Mariangela Paone, giornalista attiva in Spagna e collaboratrice della RSI.

Fin qui, e con le elezioni legislative previste comunque in Spagna fra un anno, la strategia del premier consisteva nel puntare a ribaltare in un secondo momento i pronostici, riaffermando “il lato più progressista e sociale delle politiche” del suo Governo. Una strategia mantenuta anche di fronte a casi di corruzione che concernono “i due ultimi segretari d’organizzazione” del Partito socialista spagnolo (PSOE) e vicende riguardanti “la moglie di Sanchez e suo fratello per traffico d’influenze”. Ora però la bufera su Zapatero “stravolge completamente questa strategia”. A far la differenza, infatti, è il fortissimo ruolo che l’ex capo del Governo (dal 2004 al 2011) ha esercitato negli ultimi anni per il PSOE: Zapatero ha infatti “aiutato Sanchez a tornare” alla presidenza dell’Esecutivo nel 2023 e “a gestire un dossier delicatissimo” come quello delle relazioni con gli indipendentisti catalani. Non sorprende quindi che Gabriel Rufián, esponente di punta della sinistra indipendentista catalana, “abbia detto di avere il cuore rotto”, perché Zapatero “era un punto di riferimento a sinistra” anche per chi, come lui, non l’aveva mai votato.

Ombre pesanti, insomma, su una personalità che spiccava finora come un punto di “riferimento anche morale, in un momento” caratterizzato da una “grandissima mancanza di punti di riferimento”: con Zapatero, va ricordato, “la Spagna fece un salto enorme” sul terreno dei diritti civili e venne approvata quella legge sulla memoria storica volta ad affrontare le ferite lasciate dal regime franchista: tutti progressi che “la destra conservatrice spagnola non gli ha mai perdonato”. Eppure, come sottolineava oggi l’editoriale del quotidiano El Pais, il caso che lo coinvolge, proprio per la gravità delle accuse e la rilevanza della sua figura, “non può essere liquidato con l’accusa di fare un uso strumentale della giustizia per colpirlo”. La Spagna ha vissuto negli ultimi mesi troppi scandali, sottolinea il giornale, evocando i rischi in tempi di populismo e derive autoritarie. E quindi, se di fronte a questo nuovo colpo non c’è una risposta convincente, a beneficiarne possono essere i nemici della democrazia.

SEIDISERA del 20.05.2026

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