Paradiso, canto XXV

Guido Calgari legge e commenta il XXV canto del Paradiso. Dalla medesima corona da cui era uscito San Pietro esce ora lo spirito di Sant'Jacopo, e Beatrice lo prega affinché esamini Dante intorno alla seconda virtù teologale. Il santo domanda dunque al pellegrino che cosa sia la Speranza, in quale misura la possegga e da chi gli sia venuta. Dante risponde affermando che la Speranza è l'attesa sicura della gloria futura prodotta dalla grazia di Dio e dalle buone opere; alla terza domanda risponde che la speranza deriva in lui da molti scrittori ispirati. I beati approvano la risposta del poeta intonando il canto Sperent in te. Un altro splendore si avvicina ai due Apostoli: si tratta di San Giovanni. Dante rimane abbagliato dalla sua luce.

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