Arte

Geniale Frauen

La mostra al Kunstmuseum di Basilea che riscopre donne artiste che hanno sfidato le convenzioni sociali per intraprendere una carriera non sempre riconosciuta

  • 16 maggio, 12:12
  • ARTE
ew11_0057956_20230927.jpg

Sofonisba Anguissola, Selbstporträt, 1554

  • Kunsthistorisches Museum Wien, Gemäldegalerie © KHM-Museumsverband
Di: Red

Fino al 30 giugno è visitabile al Kunstmuseum di Basilea la mostra Geniale Frauen, una rassegna che riscopre l’opera e la vita di alcune artiste attive in Europa tra il Cinquecento e il Settecento. Geniali artiste che con i loro ritratti, i quadri di storia, le nature morte, i disegni e le opere di grafica gettano un personale e originale sguardo sui contesti sociali e familiari nei quali si trovavano a vivere.

La mostra Geniale Frauen presenta circa 100 opere di pittrici di corte, insegnanti, imprenditrici ed editrici che hanno dato una nuova prospettiva al loro tempo. Donne vissute tra il XVI al XVIII secolo.
Donne artiste che dipingevano ritratti di nobili e coronati, avevano le loro botteghe, formavano a loro volta artiste e artisti, ma venivano perlopiù dimenticate. Sia nell’Europa settentrionale che in quella meridionale, tra il XVI e il XVIII secolo le pittrici, le insegnanti e le grafiche erano molto più numerose di quanto ci si potesse aspettare. Anche se una carriera artistica non era del tutto impossibile, non era socialmente prevista e poteva essere realizzata solo in condizioni particolari. Grazie a familiari, insegnanti e altri pionieri, tuttavia, era possibile rompere con i modelli predefiniti.

ew11_0067286_20231024.JPG

Lavinia Fontana, Selbstporträt am Spinett, 1577

  • Accademia Nazionale di San Luca, Roma - Photo Credit: Mauro Coen

Alle donne fu negato l’accesso alle accademie per molto tempo (in Italia, ad esempio, fino al 1606). Le donne artiste provenivano quindi molto spesso da famiglie di artisti, dove ricevevano una formazione adeguata. Da Marietta Robusti - La Tintoretta (1554/55-1614 circa), figlia di Jacopo Robusti detto Tintoretto - sappiamo che accompagnò il padre su commissione fin da giovane, prima di diventare lei stessa una celebre pittrice. Altre furono meno fortunate e lavorarono in segreto per i loro familiari.

Nel caso di Rachel Ruysch (1664-1750) è documentato che il marito, il pittore Jurien Pool (1666-1745), non solo le permise di dipingere, ma che le sue nature morte si vendevano addirittura meglio. Era più raro che le giovani artiste appartenessero ad una classe sociale superiore, come Sofonisba Anguissola (1532-1625). Formatasi presso l’artista e maestro Bernardino Campi (1522-1591), fu poi nominata pittrice di corte presso la corte reale spagnola.

gw11_0002918_19870510_s01.jpg

SRachel Ruysch, Stillleben mit Rosenzweig, Käfer und Biene, 1741

  • Kunstmuseum Basel, Schenkung der Prof. J.J. Bachofen-Burckhardt-Stiftung - Photo Credit: Martin P. Bühler

A Basilea «la sala più grande è occupata dai grandi dipinti italiani del Cinquecento e del Seicento e anche questo ha un senso perché l’Italia ha svolto un ruolo pionieristico. In Italia troviamo figure di artiste attive molto presto e sono più numerose rispetto al Nord Europa. Questo si spiega in parte con il fatto che le accademie d’arte sono nate prima in Italia e in queste istituzioni sono state accettate pittrici come Artemisia Gentileschi, Lavinia Fontana o Elisabetta Sirani», così Bodo Brinkmann, conservatore di arte antica al museo basilese e curatore dell’esposizione, al microfono di Emanuela Burgazzoli per Voci dipinte.

Malgrado i forti pregiudizi dell’epoca alcune donne potevano affermarsi in pittura ma in settori confinati, lasciati liberi dai pittori uomini «il pregiudizio all’epoca era che le donne, e non soltanto le pittrici, ma le donne in generale, fossero prive di inventiva e di immaginazione. Si tratta di un pregiudizio misogino ed è per questo motivo che alle artiste si lasciavano soltanto i generi pittorici considerati inferiori nella carriera accademica, quelli in cui contavano esclusivamente l’osservazione e la capacità di descrizione e non l’invenzione o l’immaginazione. E quindi le donne erano confinate nel genere del ritratto e della natura morta principalmente. Con la capacità quindi di dipingere frutti, fiori e oggetti posizionati»..

La mostra, nata dalla collaborazione tra il Bucerius Kunst Forum di Amburgo e il Kunstmuseum di Basilea, presenta opere di 18 artiste e le contestualizza per la prima volta con opere dei loro padri, fratelli, mariti e maestri: attraverso tali accostamenti le corrispondenze e le divergenze creative e tematiche diventano visibili in modo interessante e affascinante.

L’opera al nero di Franco Maria Ricci 

Voci dipinte 12.05.2024, 10:35

  • Imago

Ti potrebbe interessare