A Kingston upon Thames, elegante sobborgo londinese noto per il suo lungofiume e i negozi chic, compare un murale monumentale lungo 30 metri, stampato su un telo di PVC. È il 21 novembre 2025.
Da lontano, sembra un omaggio alle atmosfere di Pieter Brueghel il Vecchio, il maestro fiammingo del Cinquecento celebre per i paesaggi invernali e le scene brulicanti di vita contadina, dove ogni dettaglio racconta una storia. Ma avvicinandosi e soffermandosi sui dettagli, la suggestione svanisce: l’opera è decisamente inquietante. Il murale pare il set di un film horror: pupazzi di neve con occhi e denti umani, cani con teste di uccello, figure che remano su zattere usando zampe di cane come remi. Sullo sfondo, capanne natalizie in fiamme e uomini deformi che emergono da acque schiumose.
Quando i residenti capiscono che il murale è stato generato con un modello di intelligenza artificiale, le critiche sui social esplodono. Impietose. Viene definito «Brueghel post-apocalittico», «la prova che l’IA non capisce il Natale»; Il Guardian parla di «scene da incubo». Il murale viene rimosso all’alba dopo pochi giorni, su ordine del proprietario dell’edificio, non del Comune, che precisa di non aver avuto alcun ruolo nella commissione.
Le speculazioni sull’autore non si fanno attendere: un algoritmo obsoleto lasciato libero di delirare? Un modo creativo per risparmiare sul compenso di un vero artista? O, più banalmente, la creazione di uno stagista oberato di lavoro? L’ipotesi più gettonata? Che dietro l’opera ci sia la mano di Mat Collishaw, uno dei membri storici degli «Young British Artists», il gruppo che negli anni ’90 ha lanciato Damien Hirst e Tracey Emin. Peccato che l’artista non abbia risposto alle illazioni.
Figura di spicco nell’arte contemporanea, Collishaw ha abbracciato l’IA ben prima che ChatGPT la rendesse mainstream.. Nel 2023 ha presentato al Kew Gardens la mostra Petrichor: piante velenose dai fiori carnosi rossi convivono con insetti sinistri che fingono di essere innocui petali… o sono i petali a fingersi insetti? L’artista ha trasformato questa ambiguità in un inquietante e raffinato «gabinetto botanico delle meraviglie».
Petrichor: tra petali e inganni
E nel 2021 ha inaugurato proprio al Riverside Walk di Kingston la sua installazione permanente Echolocation, un’opera video immersiva che rievoca la storia millenaria di Kingston con scansioni 3D e animazioni di pipistrelli, omaggiando Eadweard Muybridge, pioniere della fotografia e figlio illustre della città.
Troppi indizi per liquidare il murale come un caso di intelligenza artificiale impazzita: Kingston è il suo territorio, l’uso di modelli generativi è nel suo DNA artistico, e quell’estetica perturbante – tra bellezza e orrore – è il marchio di fabbrica che lo ha reso celebre. Nessuna conferma ufficiale, ma forse il silenzio è la sua firma più eloquente.
Di intelligenza artificiale e umanità: due misteri allo specchio
Alphaville 21.11.2025, 12:05
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