Arte e Spettacoli

Architetture di fili

Al Museo Orientale di Torino, Chiharu Shiota intreccia memorie, emozioni e migrazioni in monumentali opere di lana

  • Oggi, 17:00
Shiota Chiharu, Accumulation - Searching for the Destination
2014/2019 - Mori Art Museum, Tokyo, 2019

Shiota Chiharu, Accumulation - Searching for the Destination 2014/2019 - Mori Art Museum, Tokyo, 2019

  • Photo: Kioku Keizo / Photo courtesy: Mori Art Museum, Tokyo
Di: Neo/lp 

A Torino, l’artista giapponese Chiharu Shiota (Osaka, 1972) è protagonista di una grande monografica al MAO - Museo d’Arte Orientale, aperta dal 22 ottobre 2025 al 28 giugno 2026.

La mostra, dal titolo The soul trembles, è curata da Mami Kataoka (direttrice del Mori Art Museum) e da Davide Quadrio (direttore del MAO) e attraversa l’intera ricerca dell’artista: disegni, fotografie, sculture e alcune tra le sue installazioni ambientali più note, affiancate da nuove produzioni e da interventi site-specific pensati per Torino.

«I fili si ingarbugliano, si intrecciano, si spezzano, si snodano. Riflettono costantemente una parte del mio stato mentale, come se rappresentassero la condizione dei rapporti umani».

Così Chiharu Shiota racconta il significato profondo dei suoi intrecci di lana, soprattutto rossa o nera, che sono diventati il tratto distintivo della sua arte.

Il rosso evoca il sangue, l’energia vitale, e per l’artista è il colore che più di ogni altro esprime le relazioni umane. Shiota è inoltre affascinata da una credenza popolare giapponese secondo cui ogni persona nasce con un invisibile filo rosso legato al mignolo della mano sinistra: un legame simbolico che conduce alla propria anima gemella. Il nero, invece, è più astratto: richiama il cielo notturno, l’universo, i pensieri. È a partire da questo immaginario che Chiharu Shiota costruisce le sue monumentali architetture immersive, vere e proprie materializzazioni di memorie, emozioni e interrogativi esistenziali.

Connected to the Universe,
04:18

Intervista a Davide Quadrio

RSI Cultura 01.03.2026, 17:00

  • Foto da servizio Neo
  • Neo/Julian Michaels, Paride Dedini 

Spazi da attraversare

Le creazioni di Shioto si sono affermate per la capacità di invadere e trasformare lo spazio espositivo: per l’artista l’opera è prima di tutto un luogo in cui entrare, più che un concetto da decifrare. È l’esperienza immediata a scatenare la reazione del pubblico. Ed è da quella soglia sensoriale che nasce la possibilità di confrontarsi con i temi intensi a cui l’artista dà forma: perdita e sofferenza, relazione tra umano e cosmo, viaggio e migrazione.

«Faccio arte visiva, non letteratura», ribadisce spesso. Ed è proprio questa accessibilità, la capacità di parlare alle emozioni senza rinunciare alla profondità, a coinvolgere anche chi di solito si sente distante dall’arte contemporanea. Lo sottolinea anche il co-curatore Davide Quadrio nell’intervista al magazine culturale Neo: bambini, adulti, esperti e neofiti trovano nelle installazioni dell’artista qualcosa di immediatamente riconoscibile. L’arte di Shiota accoglie: permette allo spettatore di ritrovarsi, di sentirsi parte di un ordito più grande.

La forza del suo lavoro sta anche in questo: ciò che nasce da un’esperienza personale diventa collettivo e universale. Nell’installazione Where are we going? (2017/2025) l’artista utilizza barche fluttuanti per evocare l’idea della vita come un viaggio. Ogni individuo avanza verso una destinazione ignota, attraversando un oceano di esperienze, incontri e ricordi che plasmano il proprio cammino.
 

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino

  • Photo: Giorgio Perottino - Photo courtesy: MAO Museo d’Arte Orientale.

La monumentale Accumulation – Searching for the Destination (2014/2025) è composta da centinaia di valigie oscillanti, simboli di ricordi e spostamenti. L’opera diventa così un archetipo del viaggio che ciascuno di noi compie, un invito a guardarsi con occhi nuovi.

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, 2025

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, 2025

  • Photo: Giorgio Perottino - Photo courtesy: MAO Museo d’Arte Orientale.

È invece legata all’infanzia, trascorsa su un’isola, Uncertain Journey (2016/2025): scafi di barche immersi in un fitto intreccio di fili rossi, metafora di viaggio e attesa.

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, 2025

Chiharu Shiota: The Soul Trembles, MAO Museo d’Arte Orientale, Torino, 2025

  • Photo: Giorgio Perottino - Photo courtesy: MAO Museo d’Arte Orientale

Un’arte virale

Come evidenzia Davide Quadrio, la potenza visiva del lavoro di Shiota ha permesso al MAO di dialogare con linguaggi pop e con i canali comunicativi contemporanei – da Facebook a Instagram fino a TikTok – rendendo le immagini della mostra immediatamente riconoscibili e condivisibili. Una strategia che non ha abbassato il livello culturale, ma lo ha reso più accessibile, contribuendo alla sorprendente viralità del progetto. La prova di quanto il linguaggio dell’artista riesca a essere in sintonia con la sensibilità del nostro presente.

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